Is còccias de casu, note anche come s'azza de casu nella denominazione sulcitana, sono ravioli dolci fritti il cui ingrediente principale è il formaggio fresco di capra leggermente acido. Questa caratteristica le distingue in modo netto dalla maggior parte della pasticceria cerimoniale sarda - incentrata su mandorle, miele e sapa - e segnala la loro derivazione dall'economia pastorale caprina del Sulcis. La tradizione produttiva è attestata da oltre un secolo ed è riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale dal Ministero delle Politiche Agricole.
La sfoglia esterna del prodotto, chiamata su pillu, ottenuta da farina, acqua e strutto (noto localmente come s'ollu 'e proccu), viene lavorata fino a ottenere una consistenza sottile e compatta. Il ripieno viene preparato a parte, amalgamando formaggio fresco di capra leggermente acidificato con uova, zucchero e succo o scorza di limone. Il contrasto tra l'acidità del formaggio e la dolcezza dello zucchero è l'elemento aromatico caratterizzante del prodotto. Una volta posizionato l’impasto nella sfoglia i ravioli vengono poi tagliati con un coltello in forme rettangolari o romboidali senza che lati vengano chiusi ermeticamente come in un raviolo convenzionale. Il ripieno, gonfiandosi durante la frittura, aderisce comunque alla pasta e si mantiene in posizione senza fuoriuscire. Le còccias vengono infine ricoperte di zucchero semolato o a velo e servite calde.
La stagione di produzione è quella fredda - tra il periodo natalizio e il Carnevale - periodo in cui coincidono la disponibilità di strutto e la presenza di formaggi caprini freschi. L'uso della frittura come tecnica di cottura le avvicina ad altri dolci invernali e carnevaleschi dell'isola.
Bibliografia
Formaggi di Sardegna, a cura di M. Venusti. Cagliari, Agenzia LAORE, 2010.
Dolci in Sardegna. Storia e tradizione. Nuoro, Ilisso, 2011.
G. Marongiu, Mandigos, gustos e licanzas. Selezione di ricette della tradizione orale della Sardegna. Vol. 1, Cagliari, Agenzia LAORE, 2020.
S. Paulis, Dolci in Sardegna. Nuoro, Ilisso, 2024.
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