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Scultura

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Nuoro, Museo Man, "Sacco d'orbace", opera di Francesco Ciusa. Foto di Odilia Piscedda, da Sardegna DL

Le prime manifestazioni scultoree sono costituite dalle statuine di Dea madre neolitiche ed eneolitiche. Successivamente compaiono i monoliti noti come statue-menhir, classificati come maschili, con il pugnale, o femminili, con le mammelle. Con la diffusione della metallurgia (Età del Rame e del Bronzo) si diffuse la produzione dei bronzetti, la forma d'arte più nota tra quelle prodotte dalla cultura nuragica: piccole statue in bronzo alte al massimo 35-40 cm.
Per il periodo punico si segnalano le stele, reperti provenienti dai tofet, destinati alla sepoltura dei bambini nati morti o morti nei primissimi anni di vita. In epoca romana la scultura rappresenta una delle forme d'arte più alte che subì una preponderante influenza greca.
Dell’epoca altomedioevale sono giunti numerosi frammenti fuori contesto, in particolare sculture marmoree provenienti da strutture e arredi chiesastici collocabili tra la fine del IV e i primi decenni dell'XI secolo: sarcofagi; capitelli, basi, cornici, architravi, pilastrini, plutei. Con l’avvento dello stile Romanico mutano le decorazioni scultoree e architettoniche e si segnala l'assenza di opere di scultura autonome. In Età aragonese e spagnola si diffonde la scultura lignea. Ne sono testimonianza i grandi retabli intagliati e dorati nei cui scomparti possono infatti alloggiare una o più statue.
Nella seconda metà dell'Ottocento la scultura in Sardegna si configura principalmente nella produzione dei monumenti funebre, più raramente nei grandi monumenti celebrativi pubblici di tipo equestre. A partire dalla metà del XIX secolo iniziò il lento processo di costruzione delle peculiarità dell’arte sarda. Nel panorama prevalentemente caratterizzato da artisti e opere di importazione, spicca la produzione dell'officina del vercellese Giuseppe Sartorio. In epoca contemporanea si segnalano artisti come Costantino Nivola e Pinuccio Sciola che con le loro peculiarità espressive rievocano l’anima ancestrale dell’isola.

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Cagliari, Centro Comunale d'arte Il Ghetto

Il Centro Comunale d’Arte il Ghetto di Cagliari è un monumento storico e spazio polivalente: espositivo e performativo, dotato di terrazza panoramica sui tetti dell’antico quartiere di Stampace.Il nucleo originario dell’attuale struttura risale al 1738, anno in cui fu fondata la caserma militare intitolata a San Carlo e che divenne sede del corpo militare dei “Dragoni di Sardegna”.Il suggestivo percorso di visita conduce alla scoperta dei tre piani e delle loro singole peculiarità: dal pianoterra, che coincide con l’ingresso dell’edificio, fino al piano interrato della “Cannoniera” e quello ancora più profondo rinominato piano delle Segrete. L’ampia terrazza del centro culturale offre uno dei più vasti panorami della città di Cagliari ed è pertanto una tappa imperdibile durante la visita del sito.

Leggi tutto Leggi tutto Il Centro Comunale d’Arte il Ghetto di Cagliari è un monumento storico e spazio polivalente: espositivo e performativo, dotato di terrazza panoramica sui tetti dell’antico quartiere di Stampace.Il nucleo originario dell’attuale struttura risale al 1738, anno in cui fu fondata la caserma militare intitolata a San Carlo e che divenne sede del corpo militare dei “Dragoni di Sardegna”.Il suggestivo percorso di visita conduce alla scoperta dei tre piani e delle loro singole peculiarità: dal pianoterra, che coincide con l’ingresso dell’edificio, fino al piano interrato della “Cannoniera” e quello ancora più profondo rinominato piano delle Segrete. L’ampia terrazza del centro culturale offre uno dei più vasti panorami della città di Cagliari ed è pertanto una tappa imperdibile durante la visita del sito.

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