El vino y la industria vitivinícola son dos de los rasgos distintivos de la cultura de la isla, fruto de un proceso de domesticación de la vid que, según las investigaciones, se remonta a Cerdeña incluso antes del periodo nurágico. Se cree que la Vitis vinifera, al igual que el olivo, es una planta autóctona de la isla: los pueblos que llegaron a lo largo de los siglos —fenicios, cartagineses, romanos, bizantinos y, posteriormente, catalanes y españoles— introdujeron no solo la vid, sino también el arte del injerto, el cultivo y las técnicas de vinificación y conservación, contribuyendo con el tiempo a enriquecer un patrimonio ampelográfico extraordinariamente diverso.
El viñedo es parte integral del paisaje sardo: presente prácticamente en todas partes, desde las llanuras más fértiles cerca del mar hasta las altas colinas y las zonas del interior, siempre ha desempeñado un papel fundamental en la economía agrícola regional. A finales del siglo XIX, antes de que la filoxera diezmara los viñedos de la isla, existían aproximadamente 80.000 hectáreas de viñedos especializados; tras la reconstrucción liderada por Estados Unidos, la superficie se recuperó hasta alcanzar las 75.000 hectáreas. El posterior desarrollo cooperativo y la adopción de tecnologías avanzadas han contribuido al desarrollo de una industria vitivinícola de calidad, capaz de competir con los mejores productores europeos.
El panorama varietal es amplio y diverso. Entre las uvas blancas, destaca la Vermentino, que, junto con la Cannonau, es la expresión más representativa de la producción de la región; junto a ella se encuentran la Nuragus, la Semidano, la Torbato, la Moscato, la Nasco, la Malvasía y la noble Vernaccia di Oristano. Entre las uvas tintas, destaca la Cannonau, que ocupa aproximadamente el treinta por ciento de la superficie vitivinícola, concentrada principalmente en la provincia de Nuoro. Completan la oferta vinícola de la isla la Carignano del Sulcis, la Bovale, la Cagnulari, la Monica y la Girò. La protección del origen y la singularidad se confía a un complejo sistema de denominaciones: una única DOCG, Vermentino di Gallura, y numerosas DOC, algunas con relevancia regional y otras estrechamente vinculadas a territorios específicos. Vernaccia di Oristano fue la primera denominación reconocida en la isla en 1971.
Más allá de su valor económico, el vino de Cerdeña conserva una profunda dimensión sociocultural, evidenciada por sus raíces en rituales de hospitalidad que reflejan la complejidad de esta gastronomía.
Bibliografía
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Il vino in Sardegna. 3000 anni di storia, cultura, tradizione e innovazione. Nuoro, Ilisso, 2010.
Vini di Sardegna, a cura di A. Casu, R. Peretto. Regione Autonoma della Sardegna-Agenzia Laore, 2010.
Negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso cresce la consapevolezza nell'isola che la lingua sarda è una ricchezza da salvaguardare. Al di là della sensibilità verso il mondo tradizionale, si afferma la volontà di far entrare la lingua di continuità storica dell'isola anche in ambiti più moderni e attuali.Nasce così l'esigenza di una nuova letteratura sarda che, accanto alla difesa delle espressioni più autentiche dell'identità etnica, sondi e scopra nuove modalità espressive. Una di queste è la prosa dei racconti e dei romanzi che, a partire dagli anni ottanta, si moltiplicano secondo una linea di tendenza inesauribile.La poesia, dopo le grandi prove del Novecento, è comunque sempre un ambito nel quale gli scrittori in lingua sarda trovano modo di esprimere la propria creatività. Le pubblicazioni si susseguono e sono numerosissime. I premi letterari si moltiplicano e si diffondono in tutta l'isola. La poesia scritta sembra conoscere un momento di grande rigoglio.È entrata invece in crisi la poesia orale improvvisata, quella che in sardo si chiama "a bolu". Con il progressivo ritiro dei grandi "cantadores" che avevano dilettato nelle piazze generazioni intere di sardi, il panorama attuale è diventato più povero. Gli interventi finanziari a sostegno della lingua e cultura sarda hanno prodotto una crescita generale del settore anche se non sempre omogenea.In seguito all'approvazione della legge statale n. 482 è nato e si è rafforzato l'interesse anche per l'uso del sardo quale lingua amministrativa e ufficiale.
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