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Origliettas (o orilletas)

Origliettas (o orilletas)

Origliettas (o orilletas)
Origliettas. Foto di Marcello Pau, Laore Sardegna

Le origliettas  (note anche come orillettas, orulettas, rugliettas, lorigliettas) sono dolci fritti di pasta sottile e ricoperti di miele la cui produzione è tradizionalmente concentrata nel periodo di Carnevale. Il prodotto è tipicamente diffuso in Sardegna centro settentrionale e in Gallura, con una presenza meno radicata nel Campidano. L'origine è ricondotta dalle fonti al periodo della dominazione spagnola, in riferimento ad analogie con preparazioni di pasta fritta ancora presenti nella pasticceria iberica.

Il nome è di derivazione sarda: origlia designa l'orecchio, in riferimento alla forma bombata e arrotondata che il dolce assume in frittura. Questa etimologia si rifà alla variante più comune del prodotto, anche se la pluralità di forme che il dolce assume nelle diverse aree rende la denominazione non universale. A Orune, ad esempio, il prodotto si presenta con forma diversa prende il nome di montecada o montagada.

L'impasto è a base di semola di grano duro acqua, strutto e sale, con aggiunta facoltativa di uova, scorza di agrume o acquavite a seconda della tradizione locale. La composizione ricorda quella della pasta violada, ma la proporzione tra i componenti è calibrata per ottenere una sfoglia particolarmente sottile e elastica, stesa con il matterello fino quasi alla trasparenza. La sfoglia viene tagliata in strisce di circa due centimetri di larghezza con la rotella dentata, poi ciascuna striscia è lavorata a mano nella forma voluta (annodata, intrecciata, avvolta a spirale) e fritta in olio o strutto. Una volta scolate e raffreddate, le origliettas vengono immerse nel miele scaldato per essere rivestite uniformemente, quindi disposte su piatti o vassoi a rapprendere. La qualità del miele impiegato determina il risultato finale: il miele di corbezzolo, amaro e aromatico, è preferito in alcune aree della Barbagia per il contrasto che crea con la dolcezza della pasta; in altri centri si preferiscono miele millefiori di macchia o di asfodelo.

 

Bibliografia

U. Dessy, Sardegna: segni della cultura popolare. Quartu Sant’Elena, Alfa Editrice, 1983.
M. L. Wagner, La vita rustica della Sardegna riflessa nella lingua. Nuoro, Ilisso, 1996.
S. Spiggia, Le Api nella Tradizione Popolare della Sardegna. Sassari, Carlo Delfino Editore, 1997, pp. 57-64.
Dolci in Sardegna. Storia e tradizione. Nuoro, Ilisso, 2011.
G. Marongiu, Mandigos, gustos e licanzas. Selezione di ricette della tradizione orale della Sardegna. Vol. 1, Cagliari, Agenzia LAORE, 2020.
S. Paulis, Dolci in Sardegna. Nuoro, Ilisso, 2024.

Aggiornamento

11/9/2026 - 15:07

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