Le sebadas (seadas, seattas, sevadas, sabadas, casgiulata, secondo le varie denominazioni che attraversano l'isola) sono tra i dolci più diffusi e riconoscibili della gastronomia sarda. La loro origine, come piatto salato, è ricondotta al mondo agropastorale dell'entroterra, dove il prodotto veniva preparato dalle donne di casa per accogliere i pastori al ritorno dalla transumanza in occasione del Natale o della Pasqua. L'etimologia del nome resta controversa: tra le ipotesi più discusse figurano una derivazione dal latino sebum, dal sardo seu (grasso, sego) con riferimento al contenuto di strutto o all'aspetto lucido della superficie fritta, o dallo spagnolo cebada, che richiama l’orzo ma, più in generale, l’atto del nutrire.
La struttura è quella di un grande raviolo tondo composto da due sottili dischi di pasta violada (semola di grano duro, acqua e strutto) che racchiudono un ripieno di formaggio fresco di pecora, lasciato inacidire per uno o due giorni prima della preparazione. L'acidità del formaggio, ottenuta per fermentazione naturale, è l'elemento che determina il profilo gustativo del prodotto grazie al suo contrasto con il miele della finitura. Il formaggio viene disposto sul primo disco insieme alla scorza di limone grattugiata e coperto dal secondo disco, i bordi vengono sigillati e ritagliati con la caratteristica smerlatura. La cottura avviene per frittura in olio o strutto fino a una doratura uniforme che lascia il ripieno filante all'interno. La finitura con miele, versato sulla sebada ancora calda, è l'elemento che ha trasformato il piatto in un dolce.
Le varianti locali riguardano principalmente il tipo di formaggio impiegato (nel Campidano è documentato l'uso di caciotta vaccina al posto del pecorino) e il grado di acidificazione, più marcato nelle preparazioni dell'Ogliastra. Le sebadas sono oggi un piatto di consumo quotidiano, pur conservando la loro funzione di piatto di benvenuto e il legame con le occasioni familiari.
Bibliografia
S. Spiggia, Le Api nella Tradizione Popolare della Sardegna. Sassari, Carlo Delfino Editore, 1997, pp. 57-64.
Formaggi di Sardegna, a cura di M. Venusti. Cagliari, Agenzia LAORE, 2010.
Dolci in Sardegna. Storia e tradizione. Nuoro, Ilisso, 2011.
G. Marongiu, Mandigos, gustos e licanzas. Selezione di ricette della tradizione orale della Sardegna. Vol. 1, Cagliari, Agenzia LAORE, 2020.
S. Paulis, Dolci in Sardegna. Nuoro, Ilisso, 2024.
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Anno : 2011
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