La mandorla è la materia prima più diffusa della pasticceria sarda. La sua presenza nell'isola è documentata almeno dall'epoca dei condaghe la sua importanza è confermata da diversi toponimi del Campidano quali Mendula, Ienna de Mendula, Curria de la mendula. Tale diffusione è dovuta alla compatibilità tra il mandorlo e il clima mediterraneo dell'isola e la sua coltivazione non è mai stata abbandonata, anche se oggi la produzione locale non è sufficiente a coprire il fabbisogno dell'intera filiera dolciaria.
La tecnica della pasta di mandorle - ottenuta per macinazione del seme con zucchero e aromatizzata con acqua di fiori d'arancio - ha origine arabo-iberica e raggiunse la Sardegna durante il periodo della dominazione spagnola, inserendosi in una tradizione di lavorazione del frutto già consolidata. Da questa tecnica di base derivano le tipologie più diverse, distribuite geograficamente e differenziate per forma, cottura e finitura.
I gueffus (conosciuti anche come guelfos nel Nuorese e sospiri in area logudorese) sono piccole praline di pasta di mandorle modellate a mano, avvolte in carta velina colorata. L'impasto è composto da mandorle macinate finemente, zucchero cotto in sciroppo, acqua di fiori d'arancio e scorza di limone. La superficie esterna viene arrotolata nello zucchero semolato. I sospiri di Ozieri, si distinguono per l'aggiunta di miele nell'impasto, la copertura con glassa bianca e la forma è più schiacciata rispetto alla controparte campidanese.
I candelaus, diffusi nel Campidano, appartengono alla categoria dei druccis finis (pasticceria fine) per la complessità della lavorazione e della decorazione. Sono formati da un involucro sottile di pasta di mandorle che racchiude un ripieno morbido aromatizzato con acqua di fiori d'arancio, modellato in forme di cestini, animali o piccoli contenitori. La superficie è rifinita con glassa e decorata a mano con ghiaccia reale.
Gli amaretti sono tra i dolci di mandorle più diffusi e accessibili. L'impasto prevede mandorle dolci e amare in proporzioni variabili, zucchero e albume d'uovo. Il retrogusto amaro è conferito dalla quota di mandorle amare e costituisce la caratteristica distintiva rispetto alle praline più dolci.
I pistoccheddus, originari di Serrenti, sono biscotti a base di pasta di mandorle dalla consistenza più asciutta, completamente ricoperti di glassa bianca e decorati con palline colorate (tragera). Appartengono alla stessa famiglia dei dolci da cerimonia e sono preparati per battesimi, comunioni e matrimoni.
Bibliografia
U. Dessy, Sardegna: segni della cultura popolare. Quartu Sant’Elena, Alfa Editrice, 1983.
Dolci in Sardegna. Storia e tradizione. Nuoro, Ilisso, 2011.
G. Marongiu, Mandigos, gustos e licanzas. Selezione di ricette della tradizione orale della Sardegna. Vol. 1, Cagliari, Agenzia LAORE, 2020.
Mandorlicoltura in Sardegna. Le varietà autoctone della Sardegna. Cagliari, Agenzia LAORE, 2021, pp. 40-57.
S. Paulis, Dolci in Sardegna. Nuoro, Ilisso, 2024.
Aggiornamento
Immagini
Testi
Autore : Conticini, Philippe
Anno : 2016
Autore : Montersino, Luca
Anno : 2020
Risultati 2 di 1365732
Visualizza Tutti
Commenti