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Antonio Gramsci

Antonio Gramsci

Filosofo tra i maggiori del Novecento e dirigente del Partito Comunista Italiano, nasce ad Ales nel 1891. Dopo l'istruzione primaria a Ghilarza e il ginnasio a Santu Lussurgiu, frequenta il liceo a Cagliari. Si trasferisce a Torino iscrivendosi nel 1911 alla facoltà di Lettere. Nel 1917 dà vita, con Angelo Tasca, UmbertoTerracini e Palmiro Togliatti, al settimanale "L'Ordine nuovo". Nel 1921 entra nel comitato centrale del Partito Comunista d'Italia e nel 1922 viene delegato a Mosca nell'esecutivo dell'Internazionale. Nel 1924 diviene segretario generale del partito. Nel 1925 è ancora a Mosca per i lavori dell'Internazionale. Nel 1926 viene arrestato e condotto prima ad Ustica, e poi al San Vittore di Milano. È processato dal tribunale speciale e condannato a vent'anni di carcere. Nel 1931 si ammala gravemente. Nel 1937, ormai morente, riacquista la libertà. Si spegne il 27 aprile. Carlo Rosselli, esule a Parigi, gli dedica l'intera primapagina di "Giustizia e Libertà", affermando che la sua morte costituiva "il più grave delitto del fascismo" dopo l'assassinio di Matteotti. Le sue ceneri furono sepolte a Roma.
Le "Lettere" che Gramsci scrisse dal carcere ai familiari sono considerate uno dei migliori epistolari della letteratura italiana. Le sue annotazioni critiche e storiografiche, raccolte nei "Quaderni dal carcere", eserciteranno una grande influenza sulla cultura e sulla letteratura sarda e italiana, e verranno peraltro utilizzate, da un fronte e dall'altro, nelle accese discussioni sulla lingua sarda.

Aggiornamento

10/3/2025 - 12:46

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