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Era bizantina

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Nuxis, iglesia de Sant'Elia. Foto de Alberto Maisto, de la Biblioteca Digital de Cerdeña

En los siglos de la «larga era bizantina», la isla experimentó un curso histórico diferente en comparación con el de los territorios italianos y de Occidente en general. No está ocupada por poblaciones bárbaras ni por árabes, no pasa a formar parte de los dominios carolingios y mantiene una dependencia político-administrativa ininterrumpida de Constantinopla.
Hay muchos reflejos de esta situación histórica particular, tanto en la arqueología como en la arquitectura, en el arte como en la escritura y en el idioma sardo.
Tres grandes iglesias cruciformes con cúpula datan de principios del período bizantino y están conectadas de diversas formas con la sala en la que se encuentran. En San Saturnino de Cagliari y en Sant'Antioco, las uniones son trompetas (reconstruidas en la iglesia de Cagliari). En San Giovanni di Sinis, por otro lado, hay penachos, típicos de la arquitectura de Constantinopla.
Estos tres grandes edificios bizantinos fueron renovados en un período posterior. Sirvieron de modelo de referencia para una serie de pequeñas iglesias, que datan de los siglos VI al X, caracterizadas por una planta transversal con una cúpula: San Teodoro di Congius, Sant'Elia di Nuxis y Santa Maria di Cossoine son las más intactas e importantes.
Aparte de los frescos de Sant'Andrea Priu (Bonorva), poco se conserva de la pintura bizantina en Cerdeña.
Por otro lado, la escultura es de un interés excepcional, tanto la del siglo VI-VII (que incluye una hermosa capital de la producción de Constantinopla en el Museo Arqueológico Nacional) como la del siglo X-XI (especialmente en Sant'Antioco), que proviene de telas orientales y está vinculada a inscripciones griegas con los nombres de los primeros jueces de Cagliari.
En estos siglos, los representantes locales de la autoridad imperial de Constantinopla actuaron prácticamente independientemente de Bizancio y se elevaron al rango de «jueces», de hecho autoridades supremas en las cuatro ciudades más importantes de la isla: Cagliari, Oristano, Porto Torres y Olbia. Así están constituidos los cuatro «jueces», o reinos, en los que se dividió Cerdeña a partir de mediados del siglo XI.

Porto Torres, Chiesa di San Gavino, iscrizione bizantina. Foto di Pierluigi dessi, da Catalogo BBCC RAS
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Bizantino

Tra il 460 e il 467 la Sardegna passa sotto il controllo dei Vandali. Nel 534 l'isola viene riconquistata da Giustiniano e ritorna a far parte dell'impero romano, il cui baricentro si era però spostato da Roma a Costantinopoli. Inizia l'età bizantina, destinata a protrarsi fino al 1000 circa e alla nascita dei quattro giudicati. I Vandali erano una popolazione di origine germanica che, migrata verso sud nelle terre dell'impero romano, aveva stabilito il proprio regno dapprima in Spagna, poi in Africa settentrionale. La presenza vandalica in Sardegna si limita al controllo dei centri costieri e non incide sul tessuto amministrativo e culturale, che mantiene caratteri di continuità con la tradizione tardoantica.L'isola viene cristianizzata a partire dai primi secoli. Nel II secolo si ha notizia di cristiani condannati ai lavori forzati nelle miniere sarde. Nel IV secolo si ha la prima notizia di un vescovo isolano (a Cagliari), a cui ne seguono altre nel V. È questa anche l'epoca dei primi martiri locali (San Saturnino di Cagliari, Sant'Antioco, San Lussorio di Fordongianus, San Gavino di Porto Torres). A seguito della dipendenza politica dall'impero romano con sede a Costantinopoli, l'isola viene affidata a due autorità: il "praeses", che svolgeva un ufficio di tipo civile, e un "dux", che si occupava degli affari militari e che, a partire dall'800 circa, dovette assorbire le prerogative del primo, generando la figura dello "iudex" (giudice o re).

Leer todo Leer todo Tra il 460 e il 467 la Sardegna passa sotto il controllo dei Vandali. Nel 534 l'isola viene riconquistata da Giustiniano e ritorna a far parte dell'impero romano, il cui baricentro si era però spostato da Roma a Costantinopoli. Inizia l'età bizantina, destinata a protrarsi fino al 1000 circa e alla nascita dei quattro giudicati. I Vandali erano una popolazione di origine germanica che, migrata verso sud nelle terre dell'impero romano, aveva stabilito il proprio regno dapprima in Spagna, poi in Africa settentrionale. La presenza vandalica in Sardegna si limita al controllo dei centri costieri e non incide sul tessuto amministrativo e culturale, che mantiene caratteri di continuità con la tradizione tardoantica.L'isola viene cristianizzata a partire dai primi secoli. Nel II secolo si ha notizia di cristiani condannati ai lavori forzati nelle miniere sarde. Nel IV secolo si ha la prima notizia di un vescovo isolano (a Cagliari), a cui ne seguono altre nel V. È questa anche l'epoca dei primi martiri locali (San Saturnino di Cagliari, Sant'Antioco, San Lussorio di Fordongianus, San Gavino di Porto Torres). A seguito della dipendenza politica dall'impero romano con sede a Costantinopoli, l'isola viene affidata a due autorità: il "praeses", che svolgeva un ufficio di tipo civile, e un "dux", che si occupava degli affari militari e che, a partire dall'800 circa, dovette assorbire le prerogative del primo, generando la figura dello "iudex" (giudice o re).

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