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Fotografia nel Novecento

Fotografia nel Novecento

Fotografia nel Novecento
Oristano, bottega di vasaio, particolare. Foto di Max Leopold Wagner, da Sardegna Digital Library

Durante il Novecento la nuova tecnica si diffuse in modo capillare ramificandosi in possibilità di utilizzi innumerevoli. In Sardegna è significativo il ruolo della fotografia nel diffonderne la conoscenza. I primi decenni del secolo sono segnati da fotografi che hanno documentato l'isola prima delle grandi trasformazioni industriali e turistiche mettendo le basi per un interesse sempre più vivo, sostenuto anche dalla scoperta letteraria della Sardegna attraverso le opere di Grazia Deledda o Sebastiano Satta. Fin dalla metà del secolo i fotografi sono affiancati da colleghi che si recano sull’isola affascinati dal suo territorio poco esplorato, ricco di tradizioni e bellezza: il loro sguardi interni ed esterni si differenziano sulla base di abitudini, aspettative e pregiudizi.
Sono numerosi i fotografi che hanno lasciato tracce incisive nella costruzione dell’immaginario visivo sardo. Per fare qualche esempio, sono noti i sassaresi Mario Pes (1887-1963) e Guido Costa (1871-1951. A Nuoro i fotografi amatoriali Raffaele Ciceri (1870-1921) e Piero Pirari (1886-1972), oltre al pittore Antonio Ballero (1864-1932) e al giurista e scrittore Sebastiano Satta (1867-1914). Sempre a Nuoro, Sebastiano Guiso (1891-1955) e suo figlio Goffredo (1924-1983) praticano la professione di fotografi, con uno studio specializzato in ritratti. A Sassari opera Gino Canu Fadda, che rileva lo studio fotografico Lori, al quale si affianca lo Studio Mannu.
Con il susseguirsi dei decenni, si modifica sensibilmente il panorama culturale e sociale in cui si inserisce la fotografia. Aprire uno studio di posa non è più l’unica possibilità professionale, anzi, dal dopoguerra è il fotoreportage il vero protagonista della maturazione del linguaggio fotografico. La stagione è particolarmente fertile, sono gli anni in cui passano nell’isola il fotografo francese Henri Cartier-Bresson (1908-2004), uno dei padri del fotogiornalismo, e l’antropologo Andreas W. F. Bentzon (1936-1971) con la moglie Ruth Zedeler (1940), che unisce la fotografia agli strumenti con cui osserva e racconta la cultura sarda. Significativi sono i lavori sardi del fotografo e direttore della fotografia Wolfgang Suschitzky (1912-2016), del fotografo umanista francese Jean Dieuzaide (1921-2003), e di Marianne Sin-Pfältzer (1926–2015), la cui fotografia è caratterizzata da profonda empatia più che da velleità documentarie. Ella torna a più riprese in Sardegna dagli anni Cinquanta in avanti, fino a stabilirsi a Nuoro nei primi Duemila. Una storia simile è quella del fotografo italo-argentino Pablo Volta (1926–2011), sposato alla scrittrice Ornella Volta (1927-2020). Anch’egli inizia a viaggiare in Sardegna negli anni Cinquanta per specifici reportage, finché negli anni Ottanta non vi si stabilisce definitivamente documentando in modo continuativo la Barbagia, dai murales di Orgosolo al carnevale di Mamoiada, ma anche i nuraghi, le architetture romaniche, i minatori di Carbonia e le saline di Cagliari, le capanne di giunco a Sinis e i contadini di Macomer. Al contrario, il fotografo romagnolo Guido Guidi (1941) si recò in Sardegna due volte sole nella sua vita: per il suo viaggio di nozze nel 1974 e quarant’anni dopo, nel 2011. Negli ultimi anni del secolo scorso matura tutta un’altra generazione di fotografi che esprimono la necessità di andare oltre la documentazione.
Da documento etnoantropologico sul mondo rurale, i pastori, il folclore e le tradizioni popolari, a partire dal dopoguerra la fotografia diventa strumento d'autore: è oggi un linguaggio con cui condurre complesse indagini dei mutamenti culturali, dell’identità sociale, del paesaggio sardo e della vita quotidiana dei suoi abitanti, oltre che media fondamentale per numerose pratiche artistiche contemporanee.

Bibliografia
La fotografia in Sardegna. Lo sguardo esterno. Gli anni del Dopoguerra, a cura di M. Miraglia. Nuoro, Ilisso, 2009.
La fotografia in Sardegna. Lo sguardo esterno. 1960-1980, a cura di M. Miraglia. Nuoro, Ilisso, 2010.
La fotografia. Le origini 1839-1890, a cura di W. Guadagnini. Milano, Skira, 201
G. D’Autilia, Storia della fotografia in Italia dal 1839 ad oggi. Torino, Einaudi, 2012.

Aggiornamento

4/9/2026 - 08:45

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