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Sardaigne

cisterna

ambito romano

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Catégorie

Titre

cisterna

Description

Cisterna ubicata all’interno dell’Orto dei Cappuccini, sulla collina ad ovest dell’Anfiteatro romano. La cisterna fa parte di un più vasto complesso di infrastrutture idriche dell’area costituito da cisterne, serbatoi, vasche, cavità varie interrelate da canalette e condutture funzionali ad uno sfruttamento efficiente di raccolta delle acque a partire dai primi due secoli dell’Impero. Tale struttura è caratterizzata da diverse fasi di utilizzo – tutte perfettamente leggibili all’interno della stessa – che ne permettono una ricostruzione in senso diacronico in relazione alle diverse funzioni riscontrate. A ciò si lega un’icnografia articolata e dimensioni eccezionali. La sua origine è funzionale al suo utilizzo come cava ipogea per l’estrazione di materiale da costruzione: tale finalità è testimoniata, al suo interno, dalla presenza delle tracce in negativo dei blocchi calcarei perfettamente squadrati asportati, nonché di alcuni ancora in situ. Ipotesi interpretative vi vedrebbero la cava di materiali per eccellenza in funzione della costruzione dell’adiacente anfiteatro. Il suo riutilizzo successivo ne sancisce la funzione come cisterna: i robusti rivestimenti in opus signinum - presenti per più della metà della sua altezza almeno fino agli anni ’60 dell’800 - confermano infatti tale ruolo, così come la presenza, ad otto metri di altezza dal suo attuale piano di calpestio, dello sbocco di un lungo condotto che, dall’anfiteatro, portava l’acqua piovana lì convogliata direttamente all’interno della cisterna. Il soffitto è piano, senza pilastri. La sua capacità è stimata in un milione di litri d’acqua circa. Un ulteriore cambiamento di funzione avviene, probabilmente, in età tardo-romana quando, forse a seguito di cedimenti strutturali delle pareti, viene adibita a carcere: lungo le pareti sono stati individuati, infatti, una trentina di maniglioni ricavati direttamente all’interno della roccia destinati, verosimilmente, al fissaggio delle catene dei detenuti. Estremamente importante si rivela la scoperta, presso uno di essi, di un graffito paleocristiano la cui analisi storico-stilistica lo fissa, pur con le dovute cautele, agli inizi del IV sec. d.C.: vi sarebbe raffigurata la nave della Chiesa, la Navicula Petri, con l’albero della vela rappresentato da una croce monogrammatica ed i dodici apostoli sopra il ponte a prua, riprodotti in modo schematico con una serie di linee verticali parallele, intenti a salpare la rete nella loro funzione di “pescatori d’uomini”. La sua incisione è stata interpretata come opera di un martire cristiano, forse condannato a morte negli spettacoli dell’anfiteatro. Stato di conservazione: dato non disponibile

Description physique

unità di misura: m; altezza: 8; larghezza: 180; MISN=130

Titulaire des droits

proprietà Ente pubblico territoriale

ID

2000231062

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