La Sardaigne possède un patrimoine monumental riche et varié situé en milieu urbain et rural, à découvrir, à connaître, à sauvegarder et à valoriser. Le type est diversifié en fonction de la période historique et de la nature laïque ou ecclésiastique du monument.
Avec la christianisation, les premières églises byzantines à plan cruciforme en forme de dôme ont été construites. Au Moyen Âge, à l'époque judiciaire, les églises romanes ont prospéré, accompagnées puis remplacées par des églises gothico-italiennes, gothiques-catalanes, maniéristes, baroques et baroques tardives, néoclassiques, jusqu'à l'architecture d'après-guerre.
Parallèlement, dans le domaine de l'architecture civile, des châteaux, des maisons et des manoirs de l'aristocratie laïque et ecclésiastique ou des structures militaires telles que des tours côtières ont été construits pour défendre l'île des incursions barbares.
La période qui s'est écoulée entre l'unification de l'Italie et la reconstruction après la Seconde Guerre mondiale est caractérisée par l'alignement de plus en plus marqué de l'architecture insulaire sur les tendances internationales, avec des résultats allant des bâtiments historicistes du début du XXe siècle aux bâtiments rationalistes du régime fasciste, en passant par les réalisations de certains des architectes contemporains les plus importants.
La Sardegna ha una straordinaria concentrazione di monumenti archeologici e storico-artistici, distribuiti in tutto il territorio, in contesti sia rurali sia cittadini.La tipologia varia a seconda dei periodi storici. Nell'età prenuragica si segnalano casi unici come il grandioso tempio-altare di Monte d'Accoddi; le tombe a circolo e le grotticelle funerarie dette "domus de janas" (letteralmente: case delle fate, della tradizione popolare); i monumenti megalitici come i dolmen e i menhir, che testimoniano forme culturali comuni all'Europa preistorica.L'ingresso della Sardegna nell'età nuragica segna la comparsa di nuovi tipi edilizi, come protonuraghi, e soprattutto il monumento-simbolo: il nuraghe, talvolta circondato dal villaggio. Ai nuraghi si aggiungono templi, santuari e strutture funerarie come le tombe di giganti.La frequentazione delle coste sarde da parte dei Fenici, e la colonizzazione punica poi, determineranno la nascita dei centri urbani e conseguentemente nuove tipologie monumentali, come i tofet (cimiteri per la sepoltura dei fanciulli).La conquista romana introduce anche in Sardegna nuove tipologie di edifici, che rappresentano la tipica espressione del potere di Roma, la cui cultura potrebbe essere legittimamente definita globalizzante "ante litteram". I principali centri dell'isola romanizzata, soprattutto le grandi città costiere di Cagliari, Nora, Sant'Antioco, Tharros e Porto Torres, comprendono terme, acquedotti, ponti, teatri e anfiteatri.La crisi dell'impero e la cristianizzazione determinano anche in Sardegna l'introduzione di nuove tipologie architettoniche: le prime chiese cristiane, le chiese bizantine a pianta cruciforme cupolata. Dal tessuto storico di cultura bizantina si passa, superata la soglia del Mille, ai nuovi assetti della Sardegna giudicale, con la grandiosa fioritura delle chiese romaniche.A queste si sostituiranno o si accompagneranno, nei secoli, quelle gotico-italiane, gotico-catalane, manieriste, barocche e tardobarocche, neoclassiche, fino alle architettura del dopoguerra.In parallelo si assiste alla costruzione di castelli, case e palazzi dell'aristocrazia laica ed ecclesiastica.Sempre nel campo dell'architettura civile si annoverano strutture militari come le torri costiere, finalizzate alla difesa dell'isola dalle incursioni barbaresche.L'età compresa fra l'Unità d'Italia e la ricostruzione dopo il secondo conflitto mondiale è caratterizzata dall'allineamento sempre più marcato dell'architettura isolana alle tendenze internazionali, con risultati che vanno dagli edifici storicismi del primo Novecento a quelli razionalisti del regime fascista, alle realizzazioni di alcuni dei più significativi architetti contemporanei.
Lisez tout
commentaires