Seguici su
Cerca Cerca nel sito

Eneolitico

Eneolitico

Eneolitico
Goni, Tombe a tumulo di Pranu Muttedu. Foto di Luca Doro, 2016, da Catalogo Beni Culturali RAS

Il termine Eneolitico, composto dal termine latino "aeneus", bronzo, e dal termine greco "lithos", pietra, designa l'Età del primo Bronzo e della Pietra, in riferimento alle prime produzioni di bronzo arsenicale, prodotto in lega con l'arsenico.
Una denominazione alternativa per lo stesso periodo è quella di Calcolitico, composta dalle parole greche "khalkos", rame, e "lithos", pietra, che designa l'Età del Rame e della Pietra.
L'acquisizione della capacità di estrazione e di lavorazione dei metalli, in particolare del rame, è il nuovo, importante progresso tecnologico che segna la fine del Neolitico e l'inizio di una nuova fase cronologica e culturale nella storia dell'uomo.
In Sardegna ha inizio lo sfruttamento del rame isolano, localizzato in particolare nell'Iglesiente, nel territorio di Alghero e nell'importante giacimento di Funtana Raminosa in territorio di Gadoni.
La possibilità di utilizzare il metallo viene sfruttata per la produzione di armi e gioielli, ma non giunge ancora a soppiantare l'utilizzo della pietra scheggiata nella produzione di strumenti.
Anche in questa fase prosegue la tendenza, già emersa durante il Neolitico, verso la complessità sociale, politica ed economica dei gruppi umani attestati nell'isola. Un importante stimolo in tal senso giunge proprio dall'accresciuta complessità che caratterizza le fasi operative: individuazione dei giacimenti, coltivazione dei filoni di minerale, produzione di manufatti.

Bonorva, Necropoli di Sant'Andrea Priu. Foto di Franco Stefano Ruiu, 2008, da Sardegna DL
Articolo
Eneolitico iniziale
L'acquisizione della capacità di estrarre e lavorare i metalli (il rame innanzi tutto, ma anche il piombo e l'argento) è l'evento che segna il passaggio dal Neolitico all'Eneolitico iniziale (2800-2600 a.C.), a cui va as...
Leggi tutto Leggi tutto
Goni, Allineamento di Menhir di Pranu Muttedu. Foto di Luca Doro, 2016, da Catalogo Beni Culturali RAS
Articolo
Eneolitico medio
Sembra certa l'attribuzione all'Eneolitico medio delle statuette di "dea madre" del tipo cosiddetto "a traforo". A questo momento cronologico e culturale va ricondotto anche l'altare di Monte d'Accoddi (Sassari). Si trat...
Leggi tutto Leggi tutto
Goni, Tombe a tumulo di Pranu Muttedu. Foto di Luca Doro, 2016, da Catalogo Beni Culturali RAS
Articolo
Eneolitico recente
Con il passaggio all'Eneolitico recente (2400-2100 a.C.) si assiste alla comparsa della cultura di Monte Claro, che trae il nome dal colle di Cagliari in cui vennero scoperte alcune tombe con le sue tipiche produzioni ce...
Leggi tutto Leggi tutto
Mores, dolmen di Sa Coveccada. Foto di Marco Ceraglia, da Risorse digitali Sardegna IDV
Articolo
Eneolitico finale
A chiudere l'Eneolitico (2100-1800 a.C.) giunge l'importante cultura detta del Vaso Campaniforme. Il nome deriva dalla forma "a campana rovesciata" del tipico bicchiere, riccamente decorato, che caratterizza i contesti a...
Leggi tutto Leggi tutto

Approfondimenti

Visualizza Tutti Visualizza Tutti

Mesolitico

Il termine Mesolitico è composto dalle parole greche "mesos", di mezzo, e "lithos", pietra, e designa l'Età della Pietra intermedia fra quella Antica e quella Nuova.L'acquisizione scientifica dell'esistenza di evidenze archeologiche interpretabili come "intermedie" tra quelle dei complessi del Paleolitico e quelli del successivo Neolitico è frutto delle ricerche archeologiche condotte nel corso del secolo XX. Attualmente il termine "Mesolitico" designa il periodo (durato alcuni millenni) in cui ha avuto luogo il processo di adattamento degli ultimi gruppi di cacciatori-raccoglitori ai cambiamenti ambientali verificatisi a partire da circa 10.000 anni fa. Alcuni studiosi preferiscono scomporre questo periodo in due fasi ed impiegare conseguentemente due termini. Il termine "Epipaleolitico" designerebbe una fase più antica, in più forte continuità con il Paleolitico superiore, mentre il termine "Mesolitico" farebbe riferimento ad una fase cronologica più tarda, in cui più evidenti appaiono i segni del processo di "neolitizzazione", ossia del processo di transizione verso i sistemi economici e sociali basati su agricoltura e allevamento.Per quanto riguarda la Sardegna, allo stato attuale delle conoscenze, non sembrano rilevabili attestazioni archeologiche relative a questa fase cronologica.L'unica eccezione potrebbe essere rappresentata da almeno una parte dei rinvenimenti avvenuti nel corso di scavi scientifici nella grotta Corbeddu di Oliena, la cui datazione oscilla tra i 20.000 e i 6.000 anni a.C., rientrando quindi sia nel Paleolitico superiore sia nel Mesolitico.

Leggi tutto Leggi tutto Il termine Mesolitico è composto dalle parole greche "mesos", di mezzo, e "lithos", pietra, e designa l'Età della Pietra intermedia fra quella Antica e quella Nuova.L'acquisizione scientifica dell'esistenza di evidenze archeologiche interpretabili come "intermedie" tra quelle dei complessi del Paleolitico e quelli del successivo Neolitico è frutto delle ricerche archeologiche condotte nel corso del secolo XX. Attualmente il termine "Mesolitico" designa il periodo (durato alcuni millenni) in cui ha avuto luogo il processo di adattamento degli ultimi gruppi di cacciatori-raccoglitori ai cambiamenti ambientali verificatisi a partire da circa 10.000 anni fa. Alcuni studiosi preferiscono scomporre questo periodo in due fasi ed impiegare conseguentemente due termini. Il termine "Epipaleolitico" designerebbe una fase più antica, in più forte continuità con il Paleolitico superiore, mentre il termine "Mesolitico" farebbe riferimento ad una fase cronologica più tarda, in cui più evidenti appaiono i segni del processo di "neolitizzazione", ossia del processo di transizione verso i sistemi economici e sociali basati su agricoltura e allevamento.Per quanto riguarda la Sardegna, allo stato attuale delle conoscenze, non sembrano rilevabili attestazioni archeologiche relative a questa fase cronologica.L'unica eccezione potrebbe essere rappresentata da almeno una parte dei rinvenimenti avvenuti nel corso di scavi scientifici nella grotta Corbeddu di Oliena, la cui datazione oscilla tra i 20.000 e i 6.000 anni a.C., rientrando quindi sia nel Paleolitico superiore sia nel Mesolitico.

Commenti

Scrivi un commento

Invia