Nel piazzale antistante l’omonimo santuario nuragico, noto per l’importante pozzo sacro, sorge la piccola chiesa campestre dedicata a Santa Cristina, edificata intorno al XIII secolo dai monaci benedettini Camaldolesi. L’edificio si presenta oggi in forme che riflettono i numerosi rifacimenti e adattamenti succedutisi nel corso dei secoli.
Attorno alla chiesa si dispongono le cumbessias, o muristenes, piccoli edifici destinati ad accogliere i pellegrini durante le novene (sas nuinas) che precedono le principali festività del santuario: quella dedicata a Santa Cristina, celebrata la seconda domenica di maggio e il 24 luglio, e quella in onore dell’Arcangelo Gabriele, che si svolge la quarta domenica di ottobre.
Il novenario rappresentava un importante punto di aggregazione sociale oltre che religiosa. Il complesso non si configura semplicemente come un raggruppamento di edifici ma assume la forma di un piccolo sistema di ricovero temporaneo, un organismo urbanistico-religioso concepito per trasformare un luogo isolato in una comunità provvisoria ma intensamente vissuta.
Le cumbessias sono piccole unità abitative realizzate con la pietra locale, in questo caso il basalto, che conferisce all’insieme un’unità cromatica perfettamente armonizzata con il paesaggio circostante. Ogni cella è composta di norma da uno o due ambienti, talvolta sovrapposti o affiancati, con ingressi indipendenti affacciati sulla corte comune. Gli interni sono estremamente sobri, concepiti per rispondere alle esigenze essenziali della permanenza: il riposo e la preparazione dei pasti. Le coperture presentano spesso la tradizionale tegolatura sarda, mentre le facciate sono animate da piccoli loggiati o da semplici architravi, elementi che testimoniano una maestria costruttiva essenziale ma efficace.
Il novenario di Santa Cristina rappresenta, nella sua apparente semplicità, concilia la dimensione quotidiana con quella sacrale. La corte interna, cuore del complesso e funzionalmente elemento di passaggio, costituiva un vero e proprio spazio comunitario, una piccola piazza in cui i pellegrini condividevano pasti, canti e momenti di preghiera. Durante i nove giorni della novena, la distinzione tra sfera familiare e dimensione collettiva tendeva così ad attenuarsi. La disposizione delle abitazioni secondo uno schema “a recinto” contribuiva a creare una sorta di clausura temporanea, generando un senso di protezione e separazione dal mondo esterno. L’ingresso nel novenario segnava simbolicamente il passaggio a un tempo sospeso, nel quale la quotidianità del lavoro nei campi lasciava spazio all’esperienza della devozione e della vita comunitaria.
Ancora oggi il novenario di Santa Cristina non si presenta come un luogo musealizzato. Durante le festività di maggio e di ottobre le cumbessias vengono riaperte dai proprietari o dai devoti, restituendo vita al complesso.
Storia degli studi
La chiesa di Santa Cristina e i suoi muristenes sono stati oggetto di indagini storico-antropologiche sin dalla prima meta dell'Ottocento. Importanti gli studi focalizzati sulle pratiche devozionali cristiane e note storiche che riportano la leggenda sull'origine del sito religioso, legata all'utilizzo del pozzo sacro nuragico come fonte battesimale.
Interventi realizzati da Regione Autonoma della Sardegna (PNRR Architettura Rurale)
L’intervento finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha riguardato il risanamento conservativo e il recupero funzionale di quattro muristenes storici, selezionati tra i più antichi e significativi del complesso e di un muristene di proprietà privata, Muristene Mura. Le opere sono state finalizzate alla tutela del patrimonio edilizio tradizionale e al rafforzamento della fruizione culturale e sociale del sito. Gli interventi hanno interessato il consolidamento delle murature in pietra, il rifacimento delle coperture lignee, il recupero delle pavimentazioni tradizionali, la revisione degli infissi e l’adeguamento degli impianti, nel rispetto dei principi del restauro conservativo, della reversibilità e della compatibilità materica. Particolare attenzione è stata posta all’utilizzo di materiali naturali e tecniche costruttive tradizionali, al fine di preservare l’autenticità degli edifici e garantire un uso continuativo e sostenibile nel tempo.
Perché è importante visitarlo
A Santa Cristina, ancora oggi, durante le celebrazioni di maggio e ottobre, le cumbessias si riaprono e si animano grazie ai devoti, restituendo al complesso la sua autentica funzione di centro di vita e spiritualità. Il cuore pulsante del sito è la corte interna: uno spazio nato come area di passaggio che si trasforma in una piazza comunitaria dove i pellegrini, condividendo pasti e preghiere, abbattono i confini tra sfera privata e collettiva. Varcare la soglia del novenario significa entrare in una clausura temporanea, lasciando alle spalle il lavoro nei campi per immergersi in un'esperienza di devozione totale. Il fumo che si alza dai camini e i profumi del cibo preparato e condiviso rendono tangibile il legame profondo tra comunità, territorio e dimensione sacra, trasformando l’architettura in un’esperienza che coinvolge non solo lo spazio, ma anche la memoria e i sensi.
Bibliografia
Moravetti A., Il santuario nuragico di Santa Cristina. Sassari, Carlo Delfino, 2003.
Sardegna Cultura (Catalogo dei beni culturali RAS). Chiesa di Santa Cristina e muristenes: schede 1, 2, 3, 4, 5, 6 - Paulilatino (OR).
Il novenario di Santa Cristina nel Comune di Paulilatino. Relazione descrittiva. Analisi storica dei luoghi. Università degli studi di Cagliari, Facoltà di Ingegneria e Architettura, Corso di Analitica Storica dei Luoghi. A.A. 2016-2017. Docente Prof. Giampaolo Salice, Studenti Federica Banchiero, Francesco Fadda , Joele Loja, Francesco Mura, Angelo Serra (15 dicembre 2016).
Casalis G.-Angius V., Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S.M. il re di Sardegna. Torino, G. Maspero Libraio e Cassone e Marzorati tipografi, 1841.
Pettazzoni R., La religione primitiva in Sardegna. Piacenza, 1912.
Categoria Struttura: Monumento o Complesso monumentale
Tipologia Contenuti:
Architettura religiosa
Fruibilità: aperto
Provincia: Oristano
Comune: Paulilatino
Macro Area Territoriale: Centro Sardegna
CAP: 09070
Indirizzo: SS 131, km 114,300
Telefono: +39 0785 55438 +39 347 7746747
Email: info@pozzosantacristina.com archeo.amministrazione@gmail.com
Sito Web: www.pozzosantacristina.com/villaggio-cristiano
Facebook: www.facebook.com/pozzosantacristina
Informazioni sui biglietti e sull\'accesso: Per informazioni aggiornate su orari, costo dei biglietti e acquisto online, si consiglia di visitare la pagina web dedicata della struttura. Il biglietto d′ingresso acquistato presso l'Area Archeologica di Santa Cristina, o online, consente anche l'accesso al Museo Etnografico "Palazzo Atzori" di Paulilatino.
Modalità di accesso: a pagamento
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