Lo storico Palazzo del Duca dell' Asinara si trova nel centro storico di Sassari e dal 1878 è sede dell'amministrazione comunale.
Alla fine del Settecento il palazzo di Don Antonio Manca marchese di Mores, Signore di Usini, nominato Duca dell'Asinara nel 1775, segna una svolta nell'edilizia cittadina divenendo uno dei simboli dell'architettura civile del XVIII secolo. Il Duca dell'Asinara, forse perché il vecchio edificio di piazza Tola mal si prestava alla difesa personale poiché addossato ad altre case, concepì il progetto di occupare un intero isolato alle spalle del duomo, in un'area urbana certamente più appartata e tranquilla dove già, peraltro, possedeva un palazzo. A questo accorpò cinque case di proprietà di privati "formandone con moderno disegno, un palazzo ducale tutto fabbricato nuovamente di pianta, proporzionato al carattere e titolo dei successori che dovranno abitarlo" . Così si legge nel testamento del Duca dettato al notaio nel 30 dicembre 1804.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1775 su probabile progetto dell'ingegnere piemontese Valino e furono ultimati dopo trent'anni nel 1805. Il Duca non poté abitare il palazzo in quanto morì nello stesso anno. Il primo ad abitarlo e per lungo tempo fu il nipote, Don Vincenzo Manca. Dal 1860 al 1878 il palazzo divenne sede della Prefettura e dell'Amministrazione Provinciale, nonché dal 1878 del Municipio di Sassari che infine lo acquistò nel 1900.
Il Palazzo si presentava agli occhi dei sassaresi "grandioso e imponente" per la sua composizione architettonica di derivazione piemontese e per la varietà della pietra calcarea utilizzata. Si eleva su tre piani sia nel lato della facciata sia nelle due testate. Queste si raccordano verso la via Turritana, sul fronte della quale si eleva un corpo più basso, componendo così un impianto irregolarmente quadrangolare. La facciata si presenta scompartita da lesene e suddivisa da fasce marcapiano sulle quali corrono le finestre di differenti tipologie: quelle del seminterrato sono legate con semplici fasce a quelle del piano sopraelevato; le finestre del piano nobile si caratterizzano per i timpani ricurvi e per quelli triangolari che le sormontano. Concludono la sequenza le rimanenti aperture dell'ultimo piano che sono incorniciate da un originale motivo di gusto rococò, ripreso successivamente in altre fabbriche cittadine.
La finestra centrale dell'ultimo piano, tuttora murata, doveva incorniciare lo stemma e l'iscrizione con i titoli del Duca, oggi nella finestra gotica nel cortile interno del palazzo. Il balcone centrale è invece un'opera realizzata nel 1908. Sul coronamento corre il cornicione dotato di doccioni che convogliano le acque piovane del terrazzo sovrastante, concluso da una balaustra. Modulati secondo lo schema esterno di facciata si presentano sia i prospetti degli altri restanti tre lati esterni sia quelli del cortile.
Di fronte al palazzo è localizzata la carrozzeria che si caratterizza per l'ampio portale sul quale è esposto lo stemma della famiglia Manca col distico: "HOC QUOD MANCA CADENS MANCUM MORIENDO RELIQUIT, MANCA VIRENS DESTRUM REDDIT ALTER OPUS".
Strutturalmente il palazzo non ha subito sostanziali variazioni nel corso dei due secoli, mentre le successive utilizzazioni hanno portato ad una modificazione dell'articolazione interna degli spazi. Quando il Comune acquistò il palazzo, esisteva ancora la cappella rotonda, col relativo altare, dove si celebrava la messa. Il Duca e la famiglia l'ascoltavano dalla tribuna, che comunicava con gli appartamenti del piano superiore. Nel palazzo vi era un giardino con alberi di aranci e di limoni; al centro un pozzo di forma circolare, adorno di una statuetta di Bacco bambino e di quattro busti di marmo rappresentanti il sole, la luna, la stella e la cometa. Il Municipio demolì il pozzo e ridusse a cortile il giardino. I busti allegorici marmorei e la statua del Bacco sono attualmente esposti negli ambienti espositivi delle stanze del Duca, insieme ai materiali archeologici rinvenuti negli scavi delle cantine del Palazzo.
(testo aggiornato a cura di: Thàmus Rete Culturale Comune di Sassari)
Storia degli studi
Una rassegna degli studi si trova nella bibliografia relativa alla scheda nel volume della "Storia dell'arte in Sardegna" sull'architettura otto-novecentesca (2001).
Bibliografia
S. Naitza, Architettura dal tardo '600 al classicismo purista. Nuoro, Ilisso, 1992, scheda 45;
AA.VV., Sassari: le origini. Ed. Gallizzi, Sassari 1989;
Altea G., Sassari tra liberty e déco, Ed. Pizzi, Cinisello Balsamo 1987;
Cesaraccio A. Mossa V., Sassari e il suo volto, Ed. Delfino, Sassari 1983;
Costa E., Archivio pittorico della città di Sassari: diplomatico, araldico, epigrafico, monumentale, artistico, storico, Ed. Chiarella, Sassari 1991;
Costa E., Sassari, Ed. Gallizzi, Sassari 1992;
Ledda F., Sassari. Sette itinerari per scoprire una città. Stampacolor, Muros- Novembre 2002;
Mattone A., (a cura di), Gli statuti sassaresi: economia, società, istituzioni, a Sassari nel medioevo e nell'età moderna. Atti del convegno di studi, Sassari 12-14 Maggio 1983, Ed Edes, Cagliari 1986;
Mossa V., Architetture sassaresi, Ed. Delfino, Sassari 1998;
Orlandi G.F., Sassari: le mura e il castello, Ed. Delfino, Sassari 1998;
Paris W., Sassari, le chiese: itinerari artistici, religiosi e storici, Ed. Gallizzi, Sassari 1997;
Porcu Gaias M., Sassari, storia architettonica e urbanistica dalle origini al ‘600, Ed. Ilisso, Nuoro 1996;
Comune di Sassari, Le guide di Sassari;
AA.VV. Palazzo ducale. Guida alla storia e alle caratteristiche architettoniche e artistiche, 2003;
AA.VV. Palazzo Ducale, 2004.
Categoria Struttura: Monumento o Complesso monumentale
Tipologia Contenuti:
Architettura civile
Fruibilità: aperto
Provincia: Sassari
Comune: Sassari
Macro Area Territoriale: Nord Sardegna
CAP: 07100
Indirizzo: piazza del Comune, 1
Telefono: +39 079 2008072 +39 079 279977
Email: infosassari@comune.sassari.it
Sito Web: www.comune.sassari.it/it/vivere-il-comune/luoghi/luogo/Palazzo-Ducale turismosassari.it
Informazioni sui biglietti e sull\'accesso: Per avere informazioni sempre aggiornate su gli orari di visita si consiglia di visionare la pagina web dedicata del monumento; per avere informazioni sul prezzo dei biglietti si può consultare il tariffario all'apposito link web. I minori di 12 anni possono entrare solo se accompagnati da un adulto. Il palazzo è chiuso anche nei festivi infrasettimanali. Per poter usufruire delle visite guidate a pagamento e delle altre offerte del polo museale di Sassari bisogna fare riferimento alla Rete culturale Thàmus.
Modalità di accesso: a pagamento
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Autore : Romano, Anna Maria
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