Il Pecorino Romano è, nonostante la denominazione, il principale protagonista della scena casearia sarda. Le sue radici risalgono all’antichità romana - è ricordato dagli autori latini e figurava fra le razioni dei legionari -, ma il suo radicamento nell’Isola è recente.
È solo alla fine dell’Ottocento che questo formaggio inizia a imporsi all’interno del comparto caseario isolano diventandone, di fatto, l’emblema produttivo. Al suo successo commerciale concorsero la copiosa disponibilità di latte ovino e un’ordinanza del Sindaco di Roma del 1884, che vietava ai pizzicaroli la salagione del pecorino nei retrobottega cittadini. Questo spinse i casari laziali, toscani e campani a trasferire la lavorazione nell’Isola, inizialmente in piccole strutture ambulanti dette caselli.
Il Pecorino Romano è un formaggio a pasta dura e cotta, ottenuto da latte intero di pecora delle zone d’origine - Sardegna, Lazio e provincia di Grosseto-, coagulato con caglio di agnello in pasta. Le forme cilindriche hanno crosta sottile avorio o paglierina, talvolta cappata, e pasta bianca o paglierina, cotta, dura e compatta. Il sapore, lievemente piccante e sapido nella tipologia da tavola – grazie alla stagionatura di almeno cinque mesi-, si fa intenso in quella da grattugia – con una stagionatura di almeno otto mesi.
Citato nella Convenzione di Stresa del 1951, titolare di Denominazione d’Origine dal 1955 e di Denominazione di Origine Protetta in ambito europeo dal 1996 (Reg. CE n. 1107/96), è tutelato dal Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano, costituito nel novembre 1979, con sede a Macomer.
Bibliografia
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Autore : Murgia Gabriele
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