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La Festa di San Giovanni Battista

La Festa di San Giovanni Battista

Iperico. Foto di Antonello Chiaramida, 2010. Da Sardegna DL

La  Festa di San Giovanni Battista si celebra, secondo il calendario liturgico della Chiesa cattolica, il 24 giugno giorno della nascita terrena del Precursore di Cristo. San Giovanni, assieme alla Madonna, è l’unico santo del quale si festeggia sia la nascita terrena, che quella al Cielo (coincidente con la morte per martirio) il 29 agosto. 

Il significato profondo della festività del 24 giugno va ricercato in un originario nucleo di matrice agraria connesso al solstizio d’estate (21 giugno). Col solstizio d’estate la luce diurna diminuisce e nell’immaginario popolare il sole perde vigore, proprio come San Giovanni decapitato, necessitando di essere rafforzato tramite azioni rituali. Per questo motivo la notte del 23 giugno, vigilia della festa, vengono accesi i fuochi di San Giovanni (làmpadas, fogulones, ecc.), rituale da cui deriva, nelle diverse varianti della lingua sarda, il nome del mese di giugno: mes’ ’e làmpadas o semplicemente Làmpadas, Làmparas o Làmpatas. Se Cristo è il Sol Invictus, la cui natività si celebra il 25 dicembre in concomitanza con il solstizio d'inverno – momento in cui la luce riprende vigore –, San Giovanni rappresenta invece un sole ferito a morte che dopo il solstizio d’estate perde le sue forze, come il Santo decollato. A partire dal solstizio d’estate il sole decresce ed è necessario dargli nuova forza con il fuoco, per una forma di magia simpatica, in virtù della quale il simile attrae il simile (il fuoco illumina come il sole). Saltando il fuoco in coppia e recitando specifiche formule si realizzava il comparatico, si diventava compari e/o comari di San Giovanni, un vincolo fortissimo, come ricorda Costantino a Simone Sole nelle pagine del quinto capitolo del romanzo deleddiano Marianna Sirca (1915).

Come tutte le fasi di passaggio che delimitano il vecchio e il nuovo nel corso dell’anno, anche la Festa di San Giovanni, prossima al solstizio d’estate, tradizionalmente era considerata un tempo speciale nel quale la natura assumeva poteri straordinari. La notte del 23 si raccoglievano erbe aromatiche (mentuccia selvatica, issopo, ecc.) e medicamentose (fra cui l'iperico, detto Frore de Santu Juanne, efficace contro le ustioni, la tosse, ecc.) che implementavano i propri poteri proprio perché colte in questo particolare periodo dell'anno. Così l’acqua, attinta in questa stessa notte senza proferire parola (s’abba muda), acquisiva poteri taumaturgici e protettivi. Fra i poteri attribuiti a s’abba muda vi era quello di tenere i fantasmi lontani dalle abitazioni. Erano inoltre credenze diffuse che durante la notte del 23 giugno le spighe mettessero i chicchi di grano, che gli animali parlassero e che il cielo si aprisse lasciando intravedere il Paradiso. Ancora il romanzo Marianna Sirca ci ricorda:

«Marianna ricordava confusamente che da bambina, nella notte di San Giovanni, aspettava qualcosa di simile; aspettava nel buio del cortile di casa sua, che il cielo a mezzanotte si aprisse e lasciasse scorgere Dio in mezzo a un giardino luminoso».

Proprio per il carattere straordinario che assumeva la natura, in particolare i fiori e le erbe aromatiche in occasione della festività di san Giovanni, questa prendeva il nome di sa de die de frores (ancora oggi a Fonni).

«Era una ragazza quindicenne […]. Fra le dita cerchiate di anellini di metallo, Olì recava strisce di scarlatto e nastri, coi quali voleva segnare i fiori di San Giovanni, cioè i cespugli di verbasco, di timo e d’asfodelo da cogliere l’indomani all’alba per farne medicinali ed amuleti».

Il romanzo prende il nome dalla cenere annerita dal tempo in cui, dopo tanti anni, si trasformarono i fiori raccolti dalla giovane Olì nel primo capitolo e contenuti nella retzetta, amuleto consistente in un sacchettino di stoffa da portare al collo, che consentirà alla fine del romanzo il riconoscimento, ancorché drammatico fra la protagonista Olì e il giovane figlio Anania.

Alla fine di questa nuova storia su Grazia Deledda troverai un selezione di oggetti digitali correlati ai temi narrati:

- il fiore dell'iperico
- il fiore del verbasco
- San Giovanni Battista
- il romanzo Cenere
- il video dello sceneggiato RAI "Marianna Sirca" trasmesso nel 1965
- il Sole reinterpretato e stilizzato da artisti e artigiani regionali.

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Iperico

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Verbascum creticum

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Verbasco del patriarca

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                                                    Festa di San Giovanni Battista
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Festa di San Giovanni Battista

Data → 18 Giugno 2024

                                                    Verbasco del patriarca
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Verbasco del patriarca

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San giovanni battista (dipinto)

Data → 1799

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San giovanni battista (statua)

Data → 1900

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Data → 1984

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Data → 1988

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Data → 1998

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Data → 1962

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Data → 1974

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Le cinque esse

Data → 2008

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TAPPETO

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TAPPETO

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Ruota del sole

Data → 1990