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L'arte celebra Grazia Deledda

L'arte celebra Grazia Deledda

Leticia Mandragora, Grazia Deledda. Murale, Sant'Antioco. Foto di Matteo Bardi, 2023. Da Sardegna DL.

La figura di Grazia Deledda viene celebrata e ricordata attraverso la rappresentazione e l’interpretazione degli artisti sardi; il suo ricordo immortale vive tuttora impresso nella materia e nei colori attraverso dipinti, bronzi, murales, installazioni ambientali. Con le immagini di SardegnaCultura e i dati del Catalogo dei Beni Culturali scopriamo le rappresentazioni artistiche create in omaggio alla scrittrice. 

Amelia Camboni, Busto ritratto di Grazia Deledda, 1900-1945. Cagliari, Biblioteca Universitaria.
Scultura in gesso realizzata nella prima metà del XX secolo da Amelia Camboni (dimensioni: altezza 74 cm). La scultura si trova presso la Biblioteca Universitaria di Cagliari, in Via Università. La poetessa sarda è raffigurata a mezzo busto con espressione assorta, la mano sinistra regge il volto, le palpebre abbassate i corti capelli lisci.
Per approfondire consulta la scheda nel Catalogo dei Beni culturali.

Pietro Costa, Ritratto di Grazia Deledda, 2016. Nuoro, corso Giuseppe Garibaldi.
L’opera è stata realizzata da Pietro Costa nel 2016, nell’ambito delle manifestazioni promosse dal Comune di Nuoro per i 90 anni dall'assegnazione del premio Nobel a Grazia Deledda e gli 80 dalla sua morte. L’artista nuorese, pittore e scultore attivo dalla metà degli anni Settanta del Novecento, ha realizzato opere di genere figurativo in cui è riconoscibile una linea che discende dall’espressionismo tedesco. In quest’opera ha voluto rappresentare una giovane Grazia Deledda rivolta verso il quartiere di “San Pietro”, luogo in cui trascorse la sua infanzia. La scultura si trova a Nuoro in corso Giuseppe Garibaldi nel marciapiede lato sud, è una statua a tutto tondo realizzata in bronzo per fusione. Dimensioni: altezza 142 cm, larghezza 77 cm, profondità 52 cm.
Per approfondire consulta la scheda nel Catalogo dei Beni culturali.

Franco D'Aspro, Busto di Grazia Deledda, 1945-1965. Cagliari, Palazzo Bacaredda.
La scultura si trova a Cagliari presso il palazzo civico (Palazzo Bacaredda) in via Roma, 145 e fa parte della Collezione Comunale d'Arte. Realizzata da Franco D’Aspro fra il 1945 e il 1965 in bronzo con tecnica di fusione e sbalzo (dimensioni altezza 66.5 cm, larghezza    64 cm, profondità 33 cm) poggia su una base di marmo. Nel recto, in basso, reca l’iscrizione incisa “FRANCO D'ASPRO”. Nel recto, sulla base di marmo, un’altra iscrizione incisa “F. D'ASPRO - busto di GRAZIA DELEDDA”. La scultura è un tributo alla scrittrice sarda. Stilisticamente prossimo alla prima parte della produzione dell'artista e ai ritratti della prima metà degli anni Sessanta. Alla tipologia del ritratto D’Aspro ha dedicato gran parte della sua attività, rivelando una capacità di narrazione con una tecnica impressionistica con cui dà un'anima ai volti. La materia plasma l'espressione assorta nella fisionomia della scrittrice e il movimento della figura entro lo spazio, attraverso “colpi rapidissimi di pollici, con frantumazioni di superficie che generano vibrazioni luminose e coinvolgimenti atmosferici”.
Per approfondire consulta la scheda nel Catalogo dei Beni culturali.

Maria Lai, Andando via, 2012. Nuoro, viale della Solitudine.
L’installazione ambientale realizzata da Maria Lai nel 2012 in cemento armato e ferro battuto (fonditore Bruno Acciai) si trova nei pressi della Chiesa della Solitudine, in cui sono conservate le spoglie della scrittrice, nel lato sud-est del viale omonimo (dimensioni: ingombro 105,83 mq). L’opera è composta da un portale e dodici steli con grafia di invenzione incisa e figurazioni applicate. Progettata dall’artista come omaggio alla scrittrice Grazia Deledda. Il silenzio del luogo è l’elemento primario dell’opera, un invito al raccoglimento interiore, in equilibrio tra uomo e natura.
Per approfondire consulta la scheda nel Catalogo dei Beni culturali.

Melkiorre Melis, Ritratto di Grazia Deledda, 1965. Nuoro, Collezione civica. 
Il dipinto appartiene alla Collezione civica del comune di Nuoro, si trova conservato presso il palazzo comunale. Venne realizzato da Melkiorre Melis nel 1965, rappresenta Grazia Deledda in età matura, seduta su una sedia in legno, vestita di nero con polsini e colletto bianchi, con un libro in mano. 
Per approfondire consulta la scheda nel Catalogo dei Beni culturali.

Pina Monne, Omaggio a Grazia Deledda e Maria Carta, 2007. Montresta, via Nazionale.
Il murale (pittura a secco, dimensioni 3.8x8.5 m) si trova a Montresta, nel prospetto laterale di una casa privata all’angolo fra via Nazionale, 19 e via Alghero. Realizzato nel 2007 da Pina Monne, raffigura i ritratti di Grazia Deledda e Maria Carta, sullo sfondo la bandiera sarda con i quattro mori, in alto a pennello l’iscrizione “A sas feminas sardas, eroicas feminas de talentu. A sos sardos azzis dadu fama e gloria. Su tempus no cancellat sa memoria de cantu azzis lassadu in testamentu”. Il murale, di genere figurativo, è dedicato a due importanti figure della cultura isolana, la scrittrice nuorese Grazia Deledda e la cantante silighese Maria Carta. Pina Monne, muralista e ceramista professionista di Irgoli, è attiva dagli anni Novanta del XX secolo. I suoi murales mostrano influenze stilistiche riconducibili all’opera di Angelo Pilloni, muralista professionista di San Sperate, dal quale l'artista irgolese ha appreso il metodo di lavoro, le scelte compositive e la capacità di affrontare i grandi spazi. Pina Monne racconta le tradizioni locali, descrive gli antichi mestieri e le sagre paesane, ritrae i personaggi locali, nell’intento di proteggere e valorizzare le tradizioni e la cultura dell'isola.
Per approfondire consulta la scheda nel Catalogo dei Beni culturali.

Costantino Nivola, Omaggio a Grazia Deledda, 1972. Collezione privata.
La scultura, di proprietà privata, rappresenta una figura femminile stilizzata in bronzo con tecnica di fusione (dimensioni: altezza 40 cm, larghezza 45 cm, profondità 20 cm), poggia su base quadrangolare in bronzo saldata all'opera. Presenta un’iscrizione incisa in basso a lato “nivola 72”. L’opera appartiene al periodo di maturità dell’artista. Ripropone l’archetipo della madre mediterranea elaborato in accezione contemporanea e non figurativa, molteplici volte affrontato dall’artista in bronzo e, più frequentemente, in marmo.
Per approfondire consulta la scheda nel Catalogo dei Beni culturali.