Gli amaretti (noti anche come amaretus, amarettus o amarettos) sono tra i dolci di mandorle più diffusi nell'isola e rappresentano l’eccezione alla regola della pasticceria sarda. Sono infatti tra i pochi dolci a non essere strettamente legati a una singola area geografica o a un'occasione specifica. La loro diffusione è trasversale a tutta la Sardegna e il consumo varia dalle cerimonie familiari a quello quotidiano.
La caratteristica che differenzia l'amaretto sardo dalle versioni di altre regioni italiane è la consistenza: con una crosta leggermente asciutta che racchiude un cuore morbido. Questa struttura è dovuta alla proporzione tra gli ingredienti e alla granulometria della macinazione delle mandorle, fattori che mutano drasticamente tra le diverse tradizioni familiari e locali. Di regola l’amaretto non contiene farina o grassi aggiunti, il che lo rende un prodotto naturalmente privo di glutine. Gli aromi sono facoltativi, ma tra i più ricorrenti si ricordano la scorza grattugiata di limone o d'arancia. La mandorla amara, da cui prende il nome il dolce, è l'ingrediente che ne determina il profilo gustativo stabilendo l'intensità del retrogusto e bilanciando la dolcezza dello zucchero. Riducendo o eliminando la componente amara si ottiene una variante che in alcune zone dell'isola è chiamata amaretto dolce.
La tradizione orale ricollega l'origine degli amaretti sardi all'area oristanese e, in particolare, ai centri dell'Alta Marmilla. Anche se la prima apparizione degli amaretti non è filologicamente verificabile, la presenza di dolci di mandorle nell'isola è attestata almeno all'epoca dei condaghes medievali. Pur essendo disponibili per tutto l’anno, nel calendario delle feste, gli amaretti sono associati a Sant'Antonio Abate e compaiono nei cesti di dolci preparati per le cerimonie invernali.
Bibliografia
Dolci in Sardegna. Storia e tradizione. Nuoro, Ilisso, 2011.
G. Marongiu, Mandigos, gustos e licanzas. Selezione di ricette della tradizione orale della Sardegna. Vol. 1, Cagliari, Agenzia LAORE, 2020.
Mandorlicoltura in Sardegna. Le varietà autoctone della Sardegna. Cagliari, Agenzia LAORE, 2021, pp. 40-57.
S. Paulis, Dolci in Sardegna. Nuoro, Ilisso, 2024.
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