Particolare dell'illustrazione di Paola Serra dal programma
La Regione Sardegna partecipa alla XXXVIII Edizione del Salone Internazionale del libro di Torino intitolata Il mondo salvato dai ragazzini, appello universale al ritorno alla fanciullezza. L’ispirazione è stata fornita dal titolo di una raccolta di poesie di Elsa Morante e intende significare l’investimento valoriale nelle giovani generazioni, speranza viva per il domani.
Il Salone Internazionale del Libro si terrà al Lingotto Fiere di Torino (147 mila mq espositivi, oltre 500 stand e 1250 marchi editoriali) che, dal 14 al 18 maggio 2026, si trasformerà in uno spazio immersivo emozionale, nonché di crescita collettiva fatto di storie già lette o ancora da incontrare.
La presenza dell’isola alla prestigiosa manifestazione nasce dalla collaborazione tra la Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport) e l’Associazione Editori Sardi, impegnate congiuntamente nelle attività di promozione e valorizzazione della cultura e della produzione editoriale sarda.
La Regione Sardegna, presente come ogni anno con un proprio stand (Padiglione 2 Stand K129/J130 ), ospiterà un programma di interventi e attività incentrati su due temi portanti:
Lo stand di 192 mq riproduce due Domus de Janas, fra le più note del patrimonio archeologico sardo, una facente parte della necropoli di Montessu e l’altra, detta S’Incantu, presso Putifigari. Alle spalle del desk, che ospiterà i relatori, una gigantografia di Grazia Deledda con un libro in mano e lo sguardo perso nell’infinito, riferimento alla forza immaginifica dell’arte letteraria.
L’input ideativo dell’allestimento dello stand e la scelta del titolo del programma La volta dipinta di stelle si ispirano a una citazione della novella deleddiana L’anellino d’argento, che associa alla fantasia, dominio della fanciullezza, la profondità culturale data dal richiamo alle tradizioni popolari locali: «[…] egli possedeva un anellino di argento con una piccola perla ch'era poi un pezzettino di cristallo entro il quale si riflettevano i sette colori dell'iride: ebbene, egli affermava di essere un giorno, dopo una tempesta, riuscito a trovare il punto preciso dove comincia l'arcobaleno: lì aveva scavato e trovato l'anello che a chi lo possiede permette d'inventare cento e una storiella in una sola sera».
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