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La Maddalena, Giardino del Compendio Garibaldino

La Maddalena, Giardino del Compendio Garibaldino

La Maddalena, Giardino del Compendio Garibaldino
Giardino del Compendio Garibaldino. Foto di Irene Ollargiu, 2025, da Catalogo BBCC

Il giardino del Compendio è una porzione limitata e ben definita di una più ampia area, di circa 12 ettari, rappresentata dalla azienda agricola. Giuseppe Garibaldi acquistò nell’isola di Caprera un terreno per trascorrervi i mesi invernali e costruirvi casa dove trasferirsi con la famiglia. A partire dalla fine del 1855 furono avviati i lavori di sistemazione del terreno e realizzazione di un primo spazio abitativo (casa di legno). Tra il 1855 ed il 1856, iniziò a preparare l’area dove realizzare la dimora di famiglia (Casa Bianca) e un primo mulino a vento. Negli anni successivi, Garibaldi alternò la vita militare con il lavoro nei campi provvedendo a realizzare a sistemi di irrigazione e fertilizzazione dei suoli. Realizzò un frantoio e una macina per il grano che collegò al mulino a vento. Al 1861 risale la costruzione della casa di ferro destinato ad alloggio per gli ospiti, segreteria, biblioteca. La realizzazione della stalla, dei magazzini, dell'abbeveratoio e del canile dovette avvenire dopo il 1861. Nel giardino piantò numerosi alberi ornamentali come: pini, cipressi, pioppi, salici, acacie. Si dedicò personalmente alla cura dell’orto, dell’oliveto, dell’agrumeto e delle altre coltivazioni. Nell’azienda, le piante da frutto erano più di 250: arance, mandarini, limoni, pompia, peschi, peri, prugni, ciliegi, cotogni, carrubi, mandorli, susini, albicocchi, melograni, castagni, pistacchi, palme da dattero, fichi d’india, canna da zucchero e gelsi. Tre erano le vigne, costituite da circa 14.000 ceppi di cui un vivaio di 8.000 piante di Zibibbo. Provvedeva personalmente alla loro cura e alla potatura. Nel 1880 iniziarono nuovi lavori edili per la realizzazione di una stanza di rappresentanza, divenuta poi la stanza dove Garibaldi morì il 2 giugno 1882. Nel 1886 l'isola di Caprera venne espropriata e la tomba di Garibaldi venne dichiarata Monumento Nazionale. Il giardino del compendio, immerso tra i graniti affioranti e la macchia mediterranea, sorge in un punto sopraelevato dell’isola di Caprera. Si sviluppa intorno e all’interno del nucleo abitativo. L’area verde è un esempio di giardino agricolo-naturalistico ottocentesco, legato alla passione del suo creatore per l’agricoltura e la natura mediterranea. Ha un’impostazione funzionale e, al tempo stesso, estetico paesaggistica. Unisce un’area di coltivazione agricola a un’area giardino vera e propria. Della prima che in passato comprendeva anche spazi destinati a frutteto, vigneto, agrumeto e orto (ne restano alcune tracce sporadiche entro la perimetrazione) oggi è accessibile il solo oliveto. L’area giardino si sviluppa da una zona d’accesso costituita da un viale di palme, siepi e aiuole regolari, attraversa il nucleo delle case divenendo cortile interno e ospitando il bellissimo pino monumentale piantato da Garibaldi per la nascita della figlia Clelia per poi perimetrare l’intera area con una superficie vasta boscata a vegetazione spontanea mediterranea. Gli spazi intorno alla casa sono delimitati da muretti intonacati e camminamenti in pietra. Al centro del giardino, ombreggiata da alti pini, è l’area cimiteriale che ospita la tomba di granito del Generale e quelle della terza moglie, Francesca Armosino, e dei figli Manlio, Clelia, Rosa, Anita e Teresita.

Aspetti d'interesse
Il giardino ideato e realizzato personalmente da Garibaldi unisce natura, storia e tecnologia. Oltre agli alberi piantati dallo stesso generale, sono presenti manufatti e dispositivi per una moderna e razionale gestione dell’azienda e della dimora (mulini, sistema idrico, frantoio, macina e altri spazi funzionali, attrezzature agricole). La vegetazione mediterranea, la vista sul mare dell’arcipelago maddalenino e la dimensione intima e personale di Giuseppe Garibaldi si legano intimamente senza artifici decorativi ma con forte valenza storica e simbolica. Il pino domestico, piantato da Garibaldi nel 1867 per celebrare la nascita della figlia Clelia, è simbolo della famiglia e della vita che si rinnova. L’oliveto, simbolo della passione, della dedizione e della volontà di rendere fertile un terreno inizialmente non coltivabile. I pozzi testimoniano l’impegno concreto di Garibaldi per irrigare e rendere fertili terre apparentemente aride, simbolo di integrazione e armonia tra uomo e ambiente.

Categoria Struttura: Monumento naturale, parco e/o giardino

Tipologia Contenuti: Giardino
Architettura civile
Storia

Fruibilità: aperto

Provincia: Gallura Nord-Est Sardegna

Comune: La Maddalena

Macro Area Territoriale: Nord Sardegna

CAP: 07024

Indirizzo: Strada Comunale La Maddaalena - Caprera

Telefono: +39 070 34281 +39 0789 727162 +39 0789 726015

Email: drm-sar.museigaribaldi.caprera@cultura.gov.it

Sito Web: www.garibaldicaprera.beniculturali.it/i-musei-garibaldini/compendio_garibaldino

Informazioni sui biglietti e sull\'accesso: Per avere informazioni sempre aggiornate su orari di visita e costo dei biglietti, si consiglia di consultare il sito web dedicato del MiC - Direzione regionale Musei Sardegna.

Modalità di accesso: a pagamento

Aggiornamento

29/7/2026 - 16:06

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