Il giardino del Compendio è una porzione limitata e ben definita di una più ampia area, di circa 12 ettari, rappresentata dalla azienda agricola. Giuseppe Garibaldi acquistò nell’isola di Caprera un terreno per trascorrervi i mesi invernali e costruirvi casa dove trasferirsi con la famiglia. A partire dalla fine del 1855 furono avviati i lavori di sistemazione del terreno e realizzazione di un primo spazio abitativo (casa di legno). Tra il 1855 ed il 1856, iniziò a preparare l’area dove realizzare la dimora di famiglia (Casa Bianca) e un primo mulino a vento. Negli anni successivi, Garibaldi alternò la vita militare con il lavoro nei campi provvedendo a realizzare a sistemi di irrigazione e fertilizzazione dei suoli. Realizzò un frantoio e una macina per il grano che collegò al mulino a vento. Al 1861 risale la costruzione della casa di ferro destinato ad alloggio per gli ospiti, segreteria, biblioteca. La realizzazione della stalla, dei magazzini, dell'abbeveratoio e del canile dovette avvenire dopo il 1861. Nel giardino piantò numerosi alberi ornamentali come: pini, cipressi, pioppi, salici, acacie. Si dedicò personalmente alla cura dell’orto, dell’oliveto, dell’agrumeto e delle altre coltivazioni. Nell’azienda, le piante da frutto erano più di 250: arance, mandarini, limoni, pompia, peschi, peri, prugni, ciliegi, cotogni, carrubi, mandorli, susini, albicocchi, melograni, castagni, pistacchi, palme da dattero, fichi d’india, canna da zucchero e gelsi. Tre erano le vigne, costituite da circa 14.000 ceppi di cui un vivaio di 8.000 piante di Zibibbo. Provvedeva personalmente alla loro cura e alla potatura. Nel 1880 iniziarono nuovi lavori edili per la realizzazione di una stanza di rappresentanza, divenuta poi la stanza dove Garibaldi morì il 2 giugno 1882. Nel 1886 l'isola di Caprera venne espropriata e la tomba di Garibaldi venne dichiarata Monumento Nazionale. Il giardino del compendio, immerso tra i graniti affioranti e la macchia mediterranea, sorge in un punto sopraelevato dell’isola di Caprera. Si sviluppa intorno e all’interno del nucleo abitativo. L’area verde è un esempio di giardino agricolo-naturalistico ottocentesco, legato alla passione del suo creatore per l’agricoltura e la natura mediterranea. Ha un’impostazione funzionale e, al tempo stesso, estetico paesaggistica. Unisce un’area di coltivazione agricola a un’area giardino vera e propria. Della prima che in passato comprendeva anche spazi destinati a frutteto, vigneto, agrumeto e orto (ne restano alcune tracce sporadiche entro la perimetrazione) oggi è accessibile il solo oliveto. L’area giardino si sviluppa da una zona d’accesso costituita da un viale di palme, siepi e aiuole regolari, attraversa il nucleo delle case divenendo cortile interno e ospitando il bellissimo pino monumentale piantato da Garibaldi per la nascita della figlia Clelia per poi perimetrare l’intera area con una superficie vasta boscata a vegetazione spontanea mediterranea. Gli spazi intorno alla casa sono delimitati da muretti intonacati e camminamenti in pietra. Al centro del giardino, ombreggiata da alti pini, è l’area cimiteriale che ospita la tomba di granito del Generale e quelle della terza moglie, Francesca Armosino, e dei figli Manlio, Clelia, Rosa, Anita e Teresita.
Aspetti d'interesse
Il giardino ideato e realizzato personalmente da Garibaldi unisce natura, storia e tecnologia. Oltre agli alberi piantati dallo stesso generale, sono presenti manufatti e dispositivi per una moderna e razionale gestione dell’azienda e della dimora (mulini, sistema idrico, frantoio, macina e altri spazi funzionali, attrezzature agricole). La vegetazione mediterranea, la vista sul mare dell’arcipelago maddalenino e la dimensione intima e personale di Giuseppe Garibaldi si legano intimamente senza artifici decorativi ma con forte valenza storica e simbolica. Il pino domestico, piantato da Garibaldi nel 1867 per celebrare la nascita della figlia Clelia, è simbolo della famiglia e della vita che si rinnova. L’oliveto, simbolo della passione, della dedizione e della volontà di rendere fertile un terreno inizialmente non coltivabile. I pozzi testimoniano l’impegno concreto di Garibaldi per irrigare e rendere fertili terre apparentemente aride, simbolo di integrazione e armonia tra uomo e ambiente.
Categoria Struttura: Monumento naturale, parco e/o giardino
Tipologia Contenuti:
Giardino
Architettura civile
Storia
Fruibilità: aperto
Provincia: Gallura Nord-Est Sardegna
Comune: La Maddalena
Macro Area Territoriale: Nord Sardegna
CAP: 07024
Indirizzo: Strada Comunale La Maddaalena - Caprera
Telefono: +39 070 34281 +39 0789 727162 +39 0789 726015
Email: drm-sar.museigaribaldi.caprera@cultura.gov.it
Sito Web: www.garibaldicaprera.beniculturali.it/i-musei-garibaldini/compendio_garibaldino
Informazioni sui biglietti e sull\'accesso: Per avere informazioni sempre aggiornate su orari di visita e costo dei biglietti, si consiglia di consultare il sito web dedicato del MiC - Direzione regionale Musei Sardegna.
Modalità di accesso: a pagamento
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