La chiesa del Santo Sepolcro sorge nella parte alta del quartiere della Marina. Le fonti documentarie sulle sue origini sono scarse, ma le preesistenze archeologiche venute in luce al di sotto della sacrestia descrivono un’area sacra di antichissima origine, testimoniata in particolare da una vasca battesimale di forma circolare, databile a età tardoantica. La prima attestazione certa dell’esistenza della chiesa risale al 1519. Nel 1564 venne affidata dall’arcivescovo Antonio Parragues de Castillejo alla appena istituita arciconfraternita del Santissimo Crocifisso dell’Orazione e della Morte, un pio sodalizio che ha retto la chiesa fino alla metà del XX secolo e il cui scopo principale consisteva nel dare sepoltura alle persone indigenti. Annesso all’edificio sacro era un camposanto, che restò in uso fino ai primi decenni dell’Ottocento. Dopo il 1564 la chiesa venne interamente ricostruita, assumendo le dimensioni e le forme ancora oggi apprezzabili: alla prima fase, di gusto ancora tardo-gotico, risale il presbiterio quadrato, coperto da una grande volta stellare a cinque chiavi, realizzato a partire dal 1587. All’ultimo quarto del ‘500 e al primo ‘600 è da ricondurre anche l’impianto delle numerose cappelle laterali che fiancheggiano l’unica navata, oggi impreziosite da ricchi arredi lignei e marmorei risalenti al XVIII secolo. La realizzazione della nuova facciata sulla piazza nel 1899 ridefinì l’intero fianco sud dell’edificio e mise in secondo piano l’originario prospetto principale della chiesa, oggi visibile sul vicolo laterale, caratterizzato da un grande oculo circolare e dal portale classicistico di gusto seicentesco.
Sul lato nord, a ridosso della parete rocciosa, si apre la grande cappella barocca dedicata alla Vergine della Pietà. Essa si caratterizza per la pianta centrale e per l’imponente cupola ottagonale e andò a sostituire, tra il 1681 e il 1686, un precedente sacello cupolato testimoniato dalle fonti d’archivio. La ricostruzione della cappella fu realizzata su progetto del capomastro ligure Domenico Spotorno e fu portata a termine con il sostegno finanziario del vicerè di Sardegna Antonio Lopez de Ayala y Velasco, conte di Fuensalida. I grandi ritratti della famiglia vicereale, del pittore Giuseppe Deris, un tempo appesi nella cappella, sono oggi visibili nel vicino Museo del Tesoro di Sant’Eulalia. La parete di fondo ospita un imponente retablo in legno intagliato, dorato e policromato, realizzato negli anni 1684-1686 dal fuster maiorchino Joan Gabanellas in collaborazione con l’intagliatore napoletano Paolo Spinale e il doratore Bernardo Infante. Nella nicchia centrale è alloggiato il simulacro quattrocentesco della Vergine della Pietà. Contestualmente alla fabbrica, al di sotto della grande aula ottagonale venne scavata una spaziosa cripta sepolcrale, oggi visitabile, articolata in due ambienti intercomunicanti voltati a botte e caratterizzati da una decorazione delle pareti che imita un drappeggio funebre di colore nero.
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Categoria Struttura: Monumento o Complesso monumentale
Tipologia Contenuti:
Architettura religiosa
Fruibilità: aperto
Provincia: Cagliari
Comune: Cagliari
Macro Area Territoriale: Sud Sardegna
CAP: 09124
Indirizzo: piazza Santo Sepolcro, s.n.c.
Telefono: +39 340 5656797 +39 333 9973797
Email: infoeprenotazioni@mutseu.org
Sito Web: www.mutseu.org
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