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Stazzi

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Stazzi
Tempio, Stazzo Bona - Foto da PNRR Architettura Rurale RAS

A metà del secolo scorso, mentre il riformismo avviava il lungo processo di modernizzazione della Sardegna, l'intera isola contava non più di 140.000 case. Escludendo le circa 20.000 abitazioni concentrate nelle sette "città regie", il variegato panorama dei centri rurali era composto da 120.000 abitazioni, quasi tutte unifamiliari e raccolte nei villaggi, secondo la classica divisione tra paese e territorio. Unica eccezione a quell'epoca erano i circa 2.500 stazzi, medaus e insediamenti simili, mediante i quali altrettanti gruppi famigliari avevano ricolonizzato le aree spopolate dell'isola in Gallura, nel Sulcis e nella Nurra, in parallelo al ripopolamento del Sarrabus.

Tra tutti gli habitat sparsi sviluppatisi in Sardegna, quello degli stazzi è di certo il più significativo e anche riconoscibile, ancora oggi gli stazzi caratterizzano fortemente il paesaggio boscoso e granitico della Gallura. Documentato già dalla fine del XVII secolo, lo stazzo nasce come cellula abitativa singola per famiglie di pastori e agricoltori, che col tempo imparano a organizzarsi nelle cussorge, autentiche associazioni di vicinato. 

Le terre delimitate dai muri a secco delle chiudende creano un perfetto supporto tra il pascolo e l'insediamento costruito, realizzato con le stesse identiche modalità tecniche delle divisioni agrarie (circostanza che si osserva anche nei cuiles della Nurra). A completare il quadrovi si trovani vasche d'acqua, ricoveri per attrezzature e animali, mentre in una fase più matura compaiono anche gli spazi collettivi come gli edifici di culto e i cimiteri.  Alla fine degli anni Venti, a seguito della firma dei Patti Lateranensi, Papa Pio XI intese finanziare direttamente l'edificazione di chiese e cappelle nelle zone rurali della Sardegna e del Mezzogiorno, rispondendo al forte isolamento delle comunità e delle campagne dell'epoca. L'impatto di questo piano straordinario si concentrò in modo particolare nel nord dell'isola e in particolare in Gallura, zona caratterizzata dal fenomeno del popolamento sparso (gli stazzi) e dalla totale mancanza di luoghi di culto vicini per i pastori e gli agricoltori.

Dal punto di vista archittetonico, l'archetipo e la struttura originaria di questo habitat trovano la loro massima espressione nella monocellula coperta a doppio spiovente, bucata dall'unica apertura della porta. Questo modulo base, fondato sulla ripetizione, costituisce l'intera ossatura dell'habitat sparso degli stazzi permettendo una straordinaria ricchezza di varianti.

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10/9/2026 - 11:56

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