Stevens, Stanley Smith
Dallurto fra due oggetti al burrascoso flusso del vento, molti fenomeni naturali irradiano nellaria, sia pure in minime proporzioni, energia sotto forma di onde di compressione. E sufficiente che lenergia così disseminata penetri anche in piccolissima parte nel nostro orecchio, e noi udendo, saremo informati dellevento prodottosi. Ludito, acquisizione evolutiva recente, è diventato la sentinella dei nostri sensi, costantemente vigili. Orecchio e cervello, analizzando tempestivamente londa sonora ci consentono di stabilire se si tratta del rumore di una carrozza, ad esempio, e non di passi. Non solo: ci permettono di localizzare la posizione del veicolo e di conoscerne la direzione di marcia. Come i pipistrelli, anche gli abitatori di acque torbide, o immerse nella penombra, hanno imparato a udire indifferentemente gli ostacoli, gli oggetti e gli eventi: emettono suoni e ne ascoltano leco. Luomo, dotato di buoni orecchi, di lingua e gola sciolte ha imparato a parlare; attribuito un significato arbitrario e astratto ai suoni, ha creato il linguaggio. E quindi evidente che la perdita delludito comporta per la creatura umana una dolorosa problematica, anche se la società crea un particolare problema anche per chi ci sente bene: quello dellinquinamento acustico. Per quanto infimo, per quanto fievole, priva del suono la civiltà non si sarebbe potuta evolvere. Il suono e l'udito / di S. S. Stevens, Fred Warshofsky e dei redattori di Life
Categoria
Natura
Titolo
Soggetto BNI
Descrizione Fisica
Data
Luogo di pubblicazione
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Lingua
Titolo Opera
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