Sestetto Belcanto

XX Seminario Nuoro Jazz

Nuova tappa "extra moenia" per la rassegna di concerti che accompagna la ventesima edizione del Seminario Jazz di Nuoro, in corso da mercoledì 27 fino a sabato 6 settembre. Dopo l'anteprima di martedì a Orosei e le prime due serate nel capoluogo barbaricino, i riflettori si spostano venerdì 29 in un altro centro della provincia nuorese, Ghilarza: alla Torre Aragonese (e non più, come inizialmente previsto, nella chiesa di San Pietro di Zuri) è di scena alle 21.00 un inedito ensemble, interamente composto dai docenti dei corsi invernali di jazz di Nuoro, la "costola" del seminario estivo, che tra febbraio e maggio scorsi ha vissuto la sua sesta edizione. Rossella Faa (voce), Massimo Carboni (sax), Raffaele Polcino (tromba), Alessandro Di Liberto (piano), Salvatore Maltana (contrabbasso) e Luca Piana (batteria) sono fra i nomi più noti e autorevoli della scena jazzistica sarda. Per l'occasione, presentano una rivisitazione delle musiche di Alec Wilder, l'eclettico compositore americano che fu contemporaneo di George Gershwin e Cole Porter: una produzione originale per il ventennale dei seminari nuoresi e un'occasione per (ri)scoprire l'opera di un grande musicista del Novecento caduto nell'oblio.

La musica di Alec Wilder (classe 1907, è morto nel 1980) sfugge alle catalogazioni e alle etichette: era una miscela di jazz e musiche popolari americane ma con basi tecniche e formali “classiche”. E per questo ibridismo non è stata mai pienamente apprezzata né dalla scena musicale “colta” né da quella jazzistica. Ma sfuggendo alle catalogazioni e alle etichette, Wilder si pone in una dimensione unica e originale, al di sopra delle mode e degli stili, come dimostra la variegata mole di lavori - sonate, canzoni, suite, balletti - che ha composto: un ampio “songbook” di cui il concerto di domani a Ghilarza sfoglierà alcune pagine.

Sabato (30 agosto) la rassegna ritorna a Nuoro per due diversi concerti nei cortili della Casa Deledda. Si comincia (alle 21.00) con "Pianoless", un progetto (senza pianoforte, come suggerisce il titolo) che raccoglie alcuni musicisti sardi - Francesco Lento (tromba), Paolo Cartamantiglia (sax), Luca Vito Lanza (sax), Salvatore Moraccini (trombone), Paolo Spanu (contrabbasso), Roberto Migoni (batteria) – e la fagottista francese Sophie Bernado (vincitrice di una borsa di studio del Seminario Nuoro Jazz) guidati da Giovanni Agostino Frassetto (flauto). A seguire il “Portrait of Mingus” del quartetto del contrabbassista Attilio Zanchi, con Gendrickson Mena alla tromba, Gianni Azzali al sassofono, Roberto Cipelli al pianoforte e Marco Castiglioni alla batteria: una rilettura di pagine celebri di Charles Mingus alternate a composizioni originali ispirate o vicine alla poetica del grande musicista afroamericano scomparso ventinove anni fa.

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