Giuseppe Rado, Nurse_Ikusei, 2008

Bye bye baby

Esperienza universale tra le più comuni del ciclo vitale che inizia al momento della nascita e termina con la morte, il distacco è il tema d'indagine proposto per la collettiva di pittura e fotografia.
Bye bye baby. Il distacco, che può avvenire in ambito sociale, familiare o psicologico è sempre un avvenimento traumatico destinato a segnare l'esistenza con tutte quelle conseguenze che vanno dalla solitudine allo stato di abbandono a quello di lutto, ma che si configura anche come esperienza di evoluzione e crescita e fase da cui ripartire. Dalla recisione del cordone ombelicale al passaggio all'età adulta, dalla fine di un rapporto interpersonale al distacco dalla realtà fino ad arrivare al distacco come esperienza del non ritorno, ovvero la morte. Selezionati tra il territorio sardo e il resto della penisola per un confronto diretto che favorisca interazione e scambio, 21 artisti sono stati invitati a riflettere sulla tematica e su tutto ciò che ad essa è collegata per indagare come il distacco venga percepito dall'individuo, quali ripercussioni e/o evoluzioni abbia su se stesso e come si traduca nell'immaginario collettivo. Ognuno con background, provenienza territoriale e appartenenza generazionale differenti, gli artisti sono accomunati dal gusto pop della ricerca, con una molteciplità di innesti che spazia dall'immaginario urbano a quello mediatico, dall'illustrazione al fumetto, dalla pubblicità al cinema fino alla musica e che, nelle sue varianti stilistiche, prevede un linguaggio semplice e diretto, efficace per questo a tradurre l'epoca contemporanea.
Tra erotismo ed abbandono Giuseppe Rado s'ispira ad un gioco per consolle mentre Silvia Argiolas racconta il distacco dalla vita reale delle sue bambine in "Bye Bye Bird", così come Siva nei "Paradisi artificiali". Prende spunto dal "Dondolo" di Becket, Tommy Retrò per scandire lo svolgimento e la fine di una vita e gioca col suo alter ego infantile, Francesca Randi nel parlare di Vanitas. Elisabetta Falqui concretizza la data di morte del padre, Silvia Idili esplora vita e morte nel mondo animale mentre Giuliano Sale descrive un momento d'abbandono di una giovane suora. È il dolore a fare da protagonista nell'opera di Francesco Podda così come per Tamara Ferioli nella sua "Notte di riso" mentre Alessia Cocca si riferisce al primo lutto del bambino con "Primo dentino". Il distacco identitario attraverso la maschera è proposto invece da Massimo Festi non distante concettualmente dal trittico "Vacum" di Danilo Pasquali che mette sotto vuoto l'esistenza umana. Lo stato di distacco che genera un rito propiziatorio si può leggere nelle opere di Roxy in the Box e di Valentina M mentre è la metafora del viaggio ad emergere in "A broken promise" di Gavino Ganau. Il tema del distacco estremo attraverso la morte è stato ampiamente espresso da Elena Rapa mediante il punto di vista di chi rimane con "Dimmi…", da Alessio Onnis e da Pastorello con le sue icone diafane. Chiudono Daniele Giunta e Michela Muserra che indagano il passaggio dall'età infantile a quella adulta, il primo con drammaticità, con ironia e cinismo la seconda.

A cura di Roberta Vanali

Artisti partecipanti
Silvia Argiolas (Cagliari, 1977), Alessia Cocca (Benevento, 1982), Elisabetta Falqui (Cagliari, 1968), Tamara Ferioli (Legnano, 1982), Massimo Festi (Ferrara, 1972), Gavino Ganau (Tempio Pausania, 1962), Daniele Giunta (Arona, 1981), Silvia Idili (Cagliari, 1982), Valentina M (Cagliari, 1975), Michela Muserra (Foggia, 1975), Alessio Onnis (San Gavino Monreale, 1979), Danilo Pasquali (Milano, 1975), Pastorello (Sassari, 1967) Francesco Podda (Cagliari, 1960) Giuseppe Rado (Brindisi, 1970), Francesca Randi (Cagliari, 1976), Elena Rapa (Fano, 1978) Tommy Retrò (Torino, 1980), Roxy in the box (Napoli, 1967), Giuliano Sale (Cagliari, 1977), Siva (Milano, 1982).

Opening venerdì 18 aprile alle ore 18.00

La mostra sarà visitabile dal 18 aprile al 3 maggio

Dal lunedì al sabato dalle ore 18.00 alle ore 20.00

Catalogo con testi a cura di Roberta Vanali

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