Sardegna Cultura
Logo Regione Autonoma della Sardegna

Il popolo dei nuraghi

Bronzetto votivo, cultura nuragica - Museo Nazionale Giovanni Antonio Sanna, Sassari
Bronzetto votivo, cultura nuragica - Museo Nazionale Giovanni Antonio Sanna, Sassari
Nell'immaginario collettivo di molti sardi, il quadro ricostruttivo delineato dalle ricerche di archeologia nuragica sembra infatti quasi coincidere con l'idea stessa di ''cultura sarda''.
Non è facile spiegare le molteplici ragioni di questo particolare rapporto che lega i sardi al passato nuragico.

Un contributo determinante all'affermarsi del fenomeno venne dalla prima campagna di scavi sistematici condotta, tra il 1951 e il 1955, nell'area del complesso nuragico di ''Su Nuraxi'' di Barumini dall'archeologo Giovanni Lilliu (nativo proprio di Barumini).
Questa campagna di scavi esercitò (ed esercita tutt'ora) un effetto innovativo rispetto alla tradizione di studi e di indagini sul campo che l'avevano preceduta.

Giovanni Lilliu non si limitò infatti a concentrare la propria attenzione sull'analisi del singolo complesso nuragico sottoposto ad indagine, ma si impegnò da subito in un tentativo di interpretazione generale di quella che definì ''civiltà nuragica'', in contrapposizione alle precedenti ''culture'' preistoriche.
Non appare dunque azzardato affermare che l'archeologia nuragica ''nasce'' con Giovanni Lilliu e con lo scavo di ''Su Nuraxi'' di Barumini.
© 2018  Regione Autonoma della Sardegna