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Le industrie litiche

Nell'ambito degli studi di preistoria con i termini "industria litica" si fa riferimento sia all'insieme delle tecniche e delle attività attraverso le quali un dato gruppo umano trasforma la materia prima - la pietra - per ricavarne oggetti di vario tipo, sia all'insieme degli oggetti risultanti da tale attività.

Per i periodi più antichi del Prenuragico (Paleolitico e Mesolitico), le industrie litiche rappresentano la fonte se non esclusiva, certamente principale di informazioni, non perché non venissero impiegate altre materie prime per produrre manufatti, ma perché la pietra resiste all'aggressione del tempo meglio del legno e dell'osso (due degli altri materiali sicuramente utilizzati in questo periodo per la produzione di strumenti).

La produzione di strumenti litici prosegue comunque per tutto il Neolitico e nelle prime fasi dell'età del Bronzo, anche se con un progressivo impoverimento tecnologico.

Per la produzione di strumenti litici in Sardegna venivano impiegate prevalentemente due tipi di rocce: l'ossidiana (proveniente dall'importante giacimento di Monte Arci nell'oristanese), e la selce.

Oltre che per la loro maggiore reperibilità, questi due tipi di rocce venivano utilizzati per le loro proprietà "vetrose", che le rendevano particolarmente adatte alla produzione di strumenti taglienti di vario genere: lame, raschiatoi, grattatoi, punte di freccia, bulini, etc.
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