Cavalli, Aligi Sassu 1963, Raccolta della Regione Sardegna

Thiesi, Collezione permanente Aligi Sassu

Tipologia: Arte moderna e contemporanea

Informazioni
Indirizzo: via Garau, 53 - 07047 Thiesi
Tel. +39 079 886012 - +39 079 887 0001
Ente titolare: Comune di Thiesi
Ente gestore: Comune di Thiesi - Servizi sociali
Orari: su prenotazione
Biglietto: informazione non disponibile
E-mail: info@museoaligisassu.it - servizisociali@comunethiesi.it
Sito web: www.museoaligisassu.it

Il museo
Il museo è dedicato ad Aligi Sassu, uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana del XX secolo (Milano 1912 - Pollença 2000). Nato da padre thiesino, trascorse a Thiesi parte dell’infanzia, traendo da quei luoghi impressioni e suggestioni che avrebbero influenzato la sua arte.
L’esposizione ospita 120 opere realizzate fra il 1929 e il 1995 con le tecniche dell’acquaforte, acquatinta, puntasecca, litografia.
La produzione grafica di Sassu è parallela a quella pittorica e si nutre degli stessi temi: la realtà sociale e il mito, il sacro e il profano, anche nei termini provocatori della famosa “Maison Tellier”. La pungente immediatezza espressiva dell’artista è apprezzabile nei 35 lavori della “cartella Aligi Sassu.Opera grafica del 1963” (introduzione di Salvatore Quasimodo, saggio critico di Giorgio Maschera), dove opere come le “Crocifissioni” del 1930 e del 1942 convivono con i vari “Ciclisti”, “Musici” e “Giocatori di dadi” del 1931, con “La ruffiana” e “Le modelle” del 1939, e con altri lavori che denotano il profondo legame di Sassu con la letteratura: “Orlando”, del 1938, “Scendeva dalla soglia d’ uno di quegli usci…”, del 1943, ispirato alla celebre pagina dei Promessi Sposi.
Sassu è affascinato dall’infinito dinamismo e dalla ricchezza cromatica del racconto ariostesco, e vi ritorna nel 1974, creando 15 incisioni a colori raccolte nella cartella “Fantasie d’amore e di guerra dell’Orlando Furioso”. Ma Il rapporto dell’artista con la letteratura traspare anche dalle 20 litografie, acqueforti e acquetinte della celebre cartella “I cavalli innamorati”, edita nel 1973 dalla Galleria Trentadue di Alfredo Paglione (Milano), accompagnate dalle poesie dell’amico poeta Raffaele Carrieri.
Il tema sacro caratterizza l‘acquaforte e le 6 litografie che illustrano l’ Apocalisse, dove l’accento marcatamente espressionista è sorretto dalla misterica drammaticità del Libro, ma è anche in linea con la ricerca della “sensualità” nella pittura che anima l’arte europea dei primi anni Ottanta.
Il cavallo, colto nella sua forza e prepotente vitalità, è protagonista di altre raccolte: le 10 litografie: “I cavalli dell’imperatore” , del 1989, ispirate ad una serie di tavolette votive giapponesi; la cartella “Nelle nuvole i miei cavalli”, con le acqueforti “Ettore e Achille III e “Achille e Xanto”; la cartella di nove incisioni a colori all’acquatinta e puntasecca, “Il Mito del Mediterraneo”, del 1989-90 (introduzione di Werner Spies), tra le quali “Il grande cavallo rosso” e “I cavalli di Poseidone”.
Cinque grandi litografie “Omaggio alla Sardegna”, con i versi del poeta sardo Sebastiano Satta, restituiscono il mito di un’Isola arcaica e maestosa.
Completano l’esposizione 17 fogli sciolti, di grande formato, degli anni Ottanta: da “Cavalli verdi” (1987) a “Ettore e Achille” (1987), da “I due soli I” (1987) ad “Andromeda” (1989).

Perché è importante visitarlo
Il museo dà al visitatore l’opportunità di conoscere un artista di grande talento, tra i massimi del Novecento. Le sue opere, ricche di colore, dove s’intrecciano mito e realtà, immaginazione visionaria e potenza della natura, suscitano profonde emozioni

Servizi
Accessibilità fisica facilitata per visitatori con esigenze specifiche.

Vedi su mappa