Il Carnevale lodeino

Grazie alle testimonianze tramandate dagli anziani, da alcuni anni il paese ha operato un recupero dell'antico Carnevale lodeino caratterizzato da sas Mascaras Nettas, tradizionalmente contrapposte a sas Mascaras Bruttas.

In particolare sas Mascaras Nettas (maschere pulite) sono mute e, pur indossando indumenti sia maschili che femminili, possono essere rappresentate solo da uomini. L'abbigliamento è composto da "sa kamisa", "sas kalzas biancas" e "sa berritta" (camicia, calze bianche e copricapo), elementi propri del costume maschile e da "su kuritu", "su zakru" e "su mukkatore" (corsetto e fazzoletto) caratteristici invece dell'abbigliamento femminile. Particolarmente originali sono il variopinto corpetto, indossato al contrario, e il copricapo tradizionalmente riempito di stracci o di carta ed abbellito da un ampio scialle, le cui frange vengono lasciate scendere fino a coprire il volto. Un ulteriore mukkatore viene legato in vita, facendo cadere le frange sulla parte superiore delle gambe.

Sono maschere intrise di storia e di cultura che si presentano belle ed eleganti; fin dalle origini la loro azione ha la duplice funzione di enfatizzare gli usi e i rituali quotidiani da un lato e di rendere leciti alcuni comportamenti trasgressivi dall’altro.

Nella tradizione lodeina, sas Mascaras Nettas, girano in coppia accompagnate da su Marrazzaju (il suonatore di campanacci) con lo scopo di "arrestare" una persona di volta in volta individuata tra la folla. Se viene seguito un uomo, questo deve tentare di fuggire fino a casa o fino ad un determinato traguardo e se ci riesce può considerarsi libero. Viceversa, se viene individuata una donna, inizia un rituale che è da considerarsi un grande onore. Infatti, mentre sas Mascaras Nettas si fermano a qualche metro dalla ragazza, su Marrazzaju, agitando i campanacci, le fa tre giri intorno e le si ferma davanti inchinando la testa in segno di apprezzamento. A quel punto la prescelta viene presa sottobraccio ed accompagnata dalle tre maschere fino a casa, dove offre loro vino e dolci, prima di essere riaccompagnata nel medesimo punto in cui era stata prelevata.

Altra figura caratteristica del Carnevale lodeino è su Maimone, fantoccio fatto di stracci, paglia, sughero e altri materiali al cui interno è inserita una damigiana collegata alla bocca da una pompa di gomma. A seconda delle dimensioni, due o quattro persone conducono il fantoccio di casa in casa per raccogliere al suo interno il vino che successivamente sarà bevuto in piazza da tutta la comunità in festa. La tradizione popolare considera su Maimone simbolo di abbondanza, pertanto la gente del paese è lieta di contribuire al riempimento della damigiana nella speranza di una ricca produzione di buon vino locale per l'anno successivo.