Francoprovenzale

Per "francoprovenzale" si intende un gruppo di dialetti estremamente differenziati tra loro, dotati nondimeno di alcuni tratti fonetici e morfologici unitari, che li distinguono dalle contermini parlate di tipo occitanico e francese.
Per "francoprovenzale" si intende un gruppo di dialetti estremamente differenziati tra loro, dotati nondimeno di alcuni tratti fonetici e morfologici unitari, che li distinguono dalle contermini parlate di tipo occitanico e francese.
I dialetti di tipo francoprovenzale si parlano in Valle d'Aosta e in provincia di Torino nella val Sangone, nella media e bassa val di Susa, in val Cenischia e nelle valli di Lanzo, dell'Orco e Soana. Di tipo francoprovenzale è pure il dialetto dei due Comuni di Faeto e Celle San Vito, in provincia di Foggia, dove la parlata fu probabilmente importata da immigrati valdesi nel corso del XV secolo. Nelle valli della provincia di Torino il progredire anche recente del piemontese ha eroso abbondantemente il territorio di parlata francoprovenzale, che in passato doveva essere assai più esteso verso la pianura.

È eccessivo il numero di 70 mila parlanti in Valle d'Aosta, dove il francoprovenzale sconta la concorrenza di due lingue ufficiali e di una varietà veicolare (il piemontese) peraltro in forte regresso. Resta più plausibile quella di circa 20 mila persone di dialetto francoprovenzale nelle valli torinesi, anch'essi in condizioni di plurilinguismo e diglossia che condizionano e limitano di fatto l'utilizzo del patois. Nelle comunità di Faeto e Celle San Vito (abitate rispettivamente da circa 1200 e 450 abitanti) l'uso della parlata francoprovenzale è da tempo in netto regresso.