Corso

Il corso, idioma orale sino a pochissimo tempo fa, è la parlata della Corsica, oggi definitivamente catalogata tra le 14 lingue romanze.

Ma se appartiene indubbiamente al gruppo italo-romanzo, la sua evoluzione risulta difficile da schematizzare. Risale al IX secolo la rottura dell'unità linguistica-culturale sardo/corsa e l'influenza sempre maggiore del toscano, nonostante la lunga dominazione genovese nell'isola.

Ma i genovesi erano più interessati agli aspetti economici che a quelli culturali, contrariamente ai francesi che imposero la loro lingua con una vigorosa politica di francesizzazione attraverso la scuola e l'emigrazione coloniale. Il corso possiede anche indubbie parentele con certi dialetti meridionali italiani come il calabrese ma è soprattutto al gallurese che il corso del sud si avvicina.

Esistono inoltre delle enclaves linguistiche originali: ligure a Bonifacio e Calvi, mentre a Cargese (ex Paomia fondata da esuli greci) è il greco ad avere lasciato traccia nei cognomi e nella liturgia.

A partire dal XIX secolo è il francese, la "Lingua del Pane", che contribuì a relegare il corso al rango di dialetto parlato soprattutto nei paesi di montagna. Fu negli anni Settanta del secolo scorso, anni del "Riacquistu", che nacque un movimento culturale di stampo nazionalista, teso a rivalutare la cultura corsa a partire della lingua.

Oggi l'Assemblea di Corsica, in una delibera del luglio 2005 per definire gli orientamenti strategici per la diffusione della lingua corsa, la definisce come "la base e il principale vettore della nostra cultura […] vissuta dai corsi come indissociabile dalla propria identità".