Retablo di San Giorgio di Suelli

San Giorgio

Il culto di San Giorgio viene praticato in diversi paesi della Sardegna, come testimoniano le chiese a lui dedicate a Suelli, Anela, Bitti, Lotzorai, Perfugas, Ruinas, Ossi, Urzulei, le cappelle di Girasole e Tortolì e le feste in suo onore che hanno luogo a Bosa, Baressa, Bonnannaro, Perfugas, Pozzomaggiore ecc.
Il culto di San Giorgio viene praticato in diversi paesi della Sardegna, come testimoniano le chiese a lui dedicate a Suelli, Anela, Bitti, Lotzorai, Perfugas, Ruinas, Ossi, Urzulei, le cappelle di Girasole e Tortolì e le feste in suo onore che hanno luogo a Bosa, Baressa, Bonnannaro, Perfugas, Pozzomaggiore ecc.

Nella maggior parte dei centri, la festività ricorre il 23 aprile, data in cui, secondo la tradizione, il santo sarebbe morto. La festa prevede, oltre alla processione religiosa, diverse manifestazioni di carattere folkloristico.

La tradizione fissa la data di nascita di Giorgio nell'XI secolo (forse nel 1050) a Cagliari, in cui il futuro santo sarebbe nato da una famiglia di servi della gleba, ferventi cristiani. La morigeratezza di vita lo condusse alla nomina di vescovo di Suelli a 22 anni. Fu sempre attento alle esigenze dei più poveri e gli venne attribuito anche il compimento di diversi miracoli. Come data della sua morte si tramanda il 23 aprile del 1117. Nel 1601 il vescovo Lasso Sedeno di Cagliari trasforma la casa di Stampace ritenuta l'abitazione in cui Giorgio sarebbe nato in chiesa, e fissa definitivamente la data della festività a lui dedicata al 23 aprile. La coincidenza della data di morte, unita all'omonimia, hanno ingenerato una certa confusione tra le figure di San Giorgio vescovo e del più noto San Giorgio di Palestina. Sembra comunque indubbia la storicità del vescovo.