La basilica di Santa Giusta

Santa Giusta

Il culto per Santa Giusta è attestato in vari centri della Sardegna: ovviamente a Santa Giusta, a Calangianus, a Gesico, a Loiri, a Uta e in altri paesi si svolgono feste in onore della santa e ad essa risultano complessivamente dedicate undici chiese.
Il culto per Santa Giusta è attestato in vari centri della Sardegna: ovviamente a Santa Giusta, a Calangianus, a Gesico, a Loiri, a Uta e in altri paesi si svolgono feste in onore della santa e ad essa risultano complessivamente dedicate undici chiese.

Il centro in cui il culto risulta però più accentuato è evidentemente Santa Giusta, la città che, secondo la tradizione, ha dato i natali alla santa e in cui ha avuto luogo il martirio. Qui a Santa Giusta viene attribuito il ruolo di patrona e a lei è stata dedicata l'omonima Basilica, nonché Cattedrale, edificata nel 1135-1145 e sede di diocesi nel Medioevo sino al 1503. Il giorno in cui viene tributato il culto è il 14 maggio, mentre il 15 maggio il culto si estende anche alle sante Giustina ed Enedina, a cui Santa Giusta viene tradizionalmente associata. Le sante Giusta, Giustina ed Enedina risultano anche associate nella funzione di patrone della diocesi di Ales-Terralba. La festa, che dura quattro giorni, fa perno intorno alla processione religiosa, a cui si affiancano una sfilata di costumi tradizionali sardi e vari spettacoli folkloristici.

Secondo la tradizione, S. Giusta nacque nel centro di Eaden-Othoca (l'attuale Santa Giusta) quando l'Impero Romano era nelle mani dell'imperatore Adriano (117-138). All'età di dodici anni cominciò a frequentare le riunioni di catechesi tenute dal presbitero (o vescovo) Ottazio (Octaten) e aderì subito con entusiasmo al cristianesimo, nonostante l'opposizione della madre Cleodonia. Anche due ancelle di Cleodonia, Giustina ed Enedina, seguirono l'esempio di Giusta e si convertirono alla fede cristiana.
La tradizione tramanda poi che Cleodonia giunse al punto di denunciare al magistrato la figlia insieme a Giustina ed Enedina, il quale, dinnanzi al rifiuto di abiura da parte delle tre giovani, le avrebbe condannate alla decapitazione. Secondo la tradizione, il corpo di Santa Giusta venne deposto nei sotterranei della casa di famiglia, che pare fosse ubicata non lontano dall'attuale Basilica.