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Sassari, Museo Etnografico "Francesco Bande"

Tipologia: Etnografia e antropologia

Informazioni
Indirizzo: via Muroni, 44 - 07100 Sassari
Tel. +39 079 236572
Ente titolare: proprietà privata
Ente gestore: Circolo Culturale Folcloristico Francesco Bande
Orari:
LU-VE 10:00-12:00
Per studenti e classi scolastiche il museo apre anche il sabato e la domenica su prenotazione.
Biglietto: informazione non disponibile
E-mail: info@museobande.com
Sito web: www.museobande.it

Il museo
È situato in un edificio dei primi del Novecento, ristrutturato recentemente. Il museo è dedicato alla descrizione della vita e delle attività di Francesco Bande (1930-1988), grande fisarmonicista ed organettista di Bultei, compositore e divulgatore instancabile delle tradizioni sarde nel mondo, tanto che raccolse personalmente i pezzi delle collezioni esposte: costumi, gioielli e strumenti musicali. All'interno del Museo sono esposti abiti provenienti dal Goceano, Logudoro, Meilogu, Anglona, Romangia e Nuorese. Tra i costumi femminili esposti spicca l'abito festivo di Orani, del 1920, con camicia ("camisa") lavorata ad ago e filet, giubbetto ("tzippone") in panno rosso, corpetto ("pala") in seta celeste ricamata, gonna ("sa roda") in orbace marrone plissettata; l'abito di Bultei, del 1930, blu, con bustino a farfalla ricamato, gonna con balza in seta azzurra; l'abito da sposa di Bultei, del 1930, con corpetto decorato con seta operata dorata e ricami policromi in filo di seta, gonna in orbace plissettata con "sa dente": raggruppamento di pieghe ottenuto pestando la stoffa e inserendola in una rigida struttura di tavolette; l'abito da vedova di Bultei, abito da sposa cui fu aggiunta la fodera nera, in segno di lutto, mentre i sontuosi ricami in oro furono mascherati con tulle nero, camicia azzurra con lavorazione ad "ago" ("su bastonette"); l'abito da vedova di Bultei, del 1930, con copricapo ("tiazzola"), camicia azzurro chiaro, motivi ornamentali di gusto Liberty; l'abito festivo di Ossi, 1870, con corta giacca in terziopelo con perline e motivi floreali nei polsi, camicia ("sa camija") lavorata ad intaglio al collo e nei polsini, rigido busto in seta ricamata, gonna nera ornata alla base con raso nero operato, grembiule ("pannellu") trapezoidale confezionato in raso operato e ricamato; l'abito feriale di Sennori ("su coipitu ruju"), primi del Novecento, con copricapo con "su tucchè" che stringe i capelli, al di sopra "su velu" che contorna il viso e "su biccu" in tela bianca lavorata ad intaglio piegato in varie direzioni, corpetto rivestito di raso bianco ricamato con filo di seta, rigido busto in broccato lavorato in canottiglio d'oro e argento, gonna nera plissettata con balza in raso rosso, grembiule ("cameddu") in raso celeste ricamato, ampia ed elaborata camicia ("camisgia").
Sono poi esposti gli organetti diatonici, strumenti ad ancia con tastiera arrivati nell'isola agli inizi del Novecento, il cui primo esemplare appartenne proprio al maestro Mario Bande, di Orani, padre di Francesco.

Perché è importante visitarlo
Si ha la possibilità di assistere dal vivo all'esecuzione di alcuni brani di musica tradizionale e apprendere alcune tecniche per l'utilizzo di strumenti musicali. Ha un particolare pregio il costume appartenuto al Bande, risalente agli anni settanta del Novecento, con importanti accessori, quali due bottoni d'argento pendenti dalle maniche, dell'inizio del secolo. Sul retro pregiati ricami su raso nero Al collo della camicia, ricamata, due bottoni in filigrana d'oro. Tre preziosi giubbetti ("cosse") in velluto bordeaux e ricami, pure del Bande, risalgono al 1948.
Il pezzo forte della collezione museale è costituito dall'insieme di strumenti musicali, organetti diatonici, abiti tradizionali del Logudoro e del Goceano appartenenti a Francesco Bande.

Servizi
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