Orecchini in filigrana d'oro

Orecchini

Che in Sardegna l'orecchino fosse nel passato gioiello di larghissima diffusione è ampiamente documentato oltre che dalla raccolte di ex voto anche dai documenti d'archivio a partire dal Seicento. La tipologia è assai vasta ed il gioiello è presente in numerose fogge e varianti. Molto diffuso è il modello a cerchio in filo d'argento o d'oro, spesso con figura zoomorfa iscritta all'interno e fornito di un supporto per il collegamento di un pendente di corallo o pasta vitrea. Notevole anche la diffusione del tipo a bottone ovale o circolare, in oro e con cammeo di corallo rosso, munito spesso di pendente a goccia liscia o sfaccettata in corallo rosso, o di manufica; a queste forme allungate, unitamente al colore rosso del corallo, si è spesso attribuita valenza magico-apotropaica.

Limitata al meridione dell'isola è l'area di diffusione dell'orecchino a fiocco, con pendente anch'esso a fiocco realizzato su supporto d'oro con perle scaramazze e, a volte, con smalti applicati. L'orecchino del tipo "a navicella", costituito da due lamine bombate saldate fra loro è presente fra gli altri in alcuni centri meridionali dell'isola.
Diversa è la terminologia con cui vengono indicati gli orecchini: accanto al termine "arracadas", di chiara derivazione catalana, compaiono "nàrvas", "nàvras", "nàvres" e altre varianti.
In genere gli orecchini vengono indicati come "lorigas" se costituiti da un cerchio (d'oro o d'argento), e "arracadas" quando è presente un pendente. Questo tipo d'orecchino può avere differenti forme e motivi ornamentali; così a Quartu Sant'Elena "is arrecadas", normalmente in filigrana d'oro, presentano il corpo centrale a pala (arrecadas a palia), con rappresentazione di galletto interna al cerchio (arrecadas a caboniscu), a forma di lanterna (arrecadas a lantioni) oppure anche a forma di mora (arrecadas a mura).

A Dorgali gli orecchini (loricas) venivano portati da tutte le donne indipendentemente dall'età. Già ad un anno di vita alle bambine, come nella maggior parte dei centri sardi, venivano perforati i lobi delle orecchie utilizzando l'ardiglione di un orecchino a cerchio in argento. Gli orecchini indossati nelle occasioni festive, diversi per forma, ma sempre realizzati in oro, sono costituiti di due parti, una superiore (prattu 'e pittu) e una inferiore (prattu 'e undu) collegate da tre corte catenelle verticali parallele. Il tipo più diffuso, noto come "loricas de rodedda" (orecchini a rotelle), è costituito da due elementi piatti ovali in filigrana dei quali il superiore, fornito di ardiglione per la sospensione, ha minori dimensioni; entrambi gli elementi sono decorati al loro interno con un giglio stilizzato in lamina applicata (sos lidzos). Un tipo di orecchino dorgalese che mantiene l'architettura prima descritta è quello che porta all'interno dei due elementi un grappolo d'uva stilizzato in lamina con superficie ricoperta di minuscole perle a rappresentare più fedelmente un grappolo d'uva (loricas chin su prudone 'e s'achina). Altro tipo di orecchino diffuso a Dorgali è quello cosiddetto "a lantione" al cui elemento superiore, a sfera con ardiglione, è sospeso un corpo in lamina liscia ad astuccio spesso realizzato in filigrana. "Sas loricas a caliche" (orecchini a calice) hanno struttura analoga a quelli descritti ma prendono il nome dalla forma del pendente impreziosito con scaramazze applicate. Di uso quotidiano sono gli orecchini costituiti da un corpo superiore a cerchio corredato di pendente con cammeo di corallo (cara 'e coraddu) o con opercolo di gasteropode marino, occhio di Santa Lucia (faa marina).

Nel Logudoro gli orecchini più diffusi sono del tipo a cerchio con corpo principale con cammeo di corallo rosso (sa cara) e pendente di corallo a goccia o manufica (sa fica); erano di norma dono di fidanzamento ma spesso le ragazze li possedevano sin da piccole.