Barumini, Su Nuraxi

Barumini, Complesso di Su Nuraxi

Tipologia: Nuraghe

Informazioni
Indirizzo: viale Su Nuraxi, s.n.c. - SP 44 km 0,55 - 09021 Barumini
Tel. +39 070 9368128 - +39 070 9361039
Cell. +39 377 1805443 - +39 377 1716166
Ente gestore: Fondazione Barumini Sistema Cultura
Orari:
Novembre-Febbraio
LU-DO 09:00-17:00
Marzo
LU-DO 09:00-17:30
Aprile,Settembre
LU-DO 09:00-19:30
Maggio-Giugno, Agosto
LU-DO 09:00-20:00
Luglio
LU-DO 09:00-20:30
Biglietto:
Cumulativo intero - euro 14,00 - adulti oltre 18 anni, visita Su Nuraxi, Casa Zapata, Centro G.Lilliu
Cumulativo ridotto - euro 11,00 - minori dai 13 ai 17 anni, visita Su Nuraxi, Casa Zapata, Centro G. Lilliu
Cumulativo ridotto - euro 8,00 - minori dai 7 ai 12 anni, visita Su Nuraxi, Casa Zapata, Centro G. Lilliu
Cumulativo ridotto - euro 7,00 - per tutte le età, nel caso l'area archeologica sia visitabile solo parzialmente a causa della pioggia, visita Su Nuraxi, Casa Zapata, Centro G. Lilliu
Gratuito - minori sino ai 6 anni, disabili e accompagnatori, gli accompagnatori di scolaresche nella percentuale stabilita dalla legge di 1 ogni 15, tutti i dipendenti del MiBACT
E-mail: fondazionebarumini@tiscali.it - prenotazioni@fondazionebarumini.it
Sito web: http://www.fondazionebarumini.it/it/area-archelogica-su-nuraxi
Facebook: https://it-it.facebook.com/fondazionebarumini
Twitter: https://twitter.com/FondazBarumini

Il contesto ambientale
Su Nuraxi è situato su un breve pianoro marnoso, ai piedi della Giara di Gesturi, nella regione della Marmilla.

Descrizione
Il monumento mostra un impianto planimetrico e architettonico tra i più straordinari che la cultura nuragica abbia prodotto. È stato dichiarato nel 1997 dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.
La fortezza fu il caposaldo di un sistema strategico di cui facevano parte altri nuraghi scaglionati lungo le pendici della Giara, in un'area non priva di risorse naturali e in una posizione che consentiva il controllo dell'importante via di penetrazione che dal Campidano di Cagliari conduceva all'interno dell'isola. Il complesso presenta varie fasi costruttive caratterizzate dall'uso della pietra locale: il basalto della Giara, che prevale largamente, e la marna calcarea.
La prima fase, del Bronzo medio avanzato (fine XV sec. a.C.-inizi XIII sec. a.C.), vide la creazione di una torre centrale troncoconica (o mastio) circondata da un bastione.
Il mastio, oggi svettato, realizzato in opera poligonale, aveva un diametro basale di circa m 12, tre piani ed un terrazzo, e si sviluppava per un'altezza di quasi m 19. L'ingresso si apriva a S, le camere erano voltate a "tholos". Il bastione era costituito da quattro torri raccordate da cortine rettilinee. Le torri avevano due piani ed erano dotate di due ordini di feritoie. Mastio, cortine e torri erano coronati da mensole che sostenevano ballatoi-piombatoi.
Un complesso sistema di collegamento verticale, che utilizzava scale e passaggi inclinati intramurari, scale e ponti mobili per gli accessi sopraelevati, univa i piani interni del mastio e delle torri, e gli spalti delle cortine, con le torri marginali, il mastio ed il cortile interno. Questo aveva forma semiellittica ed era accessibile anche dal piano-terra attraverso un ingresso che si apriva nella cortina di SE. Sullo stesso cortile, dotato di un pozzo di m 20 d'acqua sorgiva, si affacciavano gli anditi d'ingresso alle camere inferiori del mastio e delle torri O, E, S, nonché l'ambulacro che conduceva alla camera della torre N. Risale a questa fase cronologica anche l'erezione di un primitivo antemurale di cinque torri.
Nel Bronzo recente (inizi XIII sec. a.C.-fine XII sec. a.C.), per problemi statici causati dal cedimento del supporto marnoso, si rese necessario rifasciare il bastione con una possente camicia muraria (m 3 di spessore) che ne occluse feritoie e ingresso. Venne aperto un nuovo ingresso sopraelevato nella cortina di NE, mentre ragioni difensive portarono all'erezione di un più ampio antemurale di sette torri. Intorno al monumento sorsero delle capanne. Da questi strati provengono significativi reperti micenei (1210-1100 a. C.).
L'agglomerato di 200 capanne, oggi visibile ad E e a S del fortilizio, all'esterno e all'interno dell'antemurale, si sviluppò a partire dal Bronzo finale (fine XII sec. a.C.-inizi IX sec. a.C.). Sono di questo periodo la capanna 135, che ha rivelato un rituale di fondazione; la capanna 80 (o "del consiglio"), dotata di un sedile circolare e nicchie alla pareti, che ha restituito un modellino di nuraghe e che era probabilmente destinata a riunioni dalle valenze politiche e religiose.
Il villaggio si sviluppò ulteriormente nell'età del Ferro (inizi IX sec. a.C.-inizi VII sec. a.C.), con un primitivo ma chiaro tentativo di ordinamento urbanistico: comparvero viuzze, sistemi di canalizzazione delle acque e di fognatura, mentre le case, del tipo "a corte" pluricellulare, vennero dotate di un atrio centrale, vani radiali e talvolta un pozzo (isolati 11, 20, 42, 162). Ambienti con sedili anulari e bacili al centro furono forse destinati a riti connessi con il culto dell'acqua.
Alla fine dell'età del Ferro il complesso fu in gran parte distrutto. A lungo disabitato, fu riutilizzato in età punica e romana (V sec. a.C.-III sec. d.C.) a scopo insediativo, funerario e sacro. Si ebbero sporadiche frequentazioni anche nel V-VII sec. d.C.

Servizi
Accessibilità fisica facilitata per visitatori con esigenze specifiche, bookshop, visite guidate.
Le visite guidate partono ogni mezz'ora iniziando dall'orario di apertura sino ad un'ora prima della chiusura.

Consulta le pagine
Area archeologica di Su Nuraxi
Polo Museale Casa Zapata

Consulta i documenti
Pianta e sezioni del monumento
La bella età dei giganti di pietra
Civiltà nuragica
I nuraghi. Torri preistoriche della Sardegna II

Storia degli scavi
Fu il primo tra i nuraghi ad essere scavato con criteri scientifici, ad opera di Giovanni Lilliu, negli anni cinquanta del Novecento. Negli anni ottanta Giovanni Ugas effettuò altre indagini stratigrafiche.

Bibliografia
G. Lilliu, "Il nuraghe di Barumini e la stratigrafia nuragica", in Studi Sardi, XII-XIII, 1, 1955, pp. 137-469;
G. Lilliu, I nuraghi. Torri preistoriche della Sardegna, Cagliari, La Zattera, 1962, p. 117 ss.;
G. Lilliu, I nuraghi. Torri preistoriche della Sardegna, rist. Nuoro, Ilisso, 2005, pp. 109-111, 181-191, 254-257, 328-349, tavv. LVI-LXXVII;
G. Lilliu-R. Zucca, Su Nuraxi di Barumini, collana "Sardegna archeologica. Guide e Itinerari", Sassari, Carlo Delfino, 2001;
V. Santoni, Il nuraghe Su Nuraxi di Barumini, Cagliari, Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano, 2001;
E. Usai, Barumini Su Nuraxi, collana "Mirabilia", Ministero per i Beni e le Attività Culturali, 2006.

Galleria fotografica


Come arrivare
Lungo la SS 131, a pochi km di distanza da Sanluri, un cavalcavia permette di immettersi nello svincolo che porta sulla SS 197, direzione Villamar. Si attraversano Villamar e Las Plassas e si giunge a Barumini; dal centro del paese si svolta a s. sulla SP 44 in direzione di Tuili. Ad un km di distanza, l'area archeologica è subito visibile sul margine sinistro.

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