Pepe Sozu, Remundu Piras, Barore Tucone e Barore Sassu, 1946

La gara poetica logudorese

Nel centro nord della Sardegna, intorno alla regione del Logudoro, si è affermata una forma di poesia estemporanea in ottava rima basata sul confronto dialettico tra poeti ("sa gala, sa gara") intorno ad un tema fissato da terzi. I poeti cantano i loro versi accompagnati da un coro a tenore realizzando un felice connubio tra poesia e musica, che costituisce una complessa forma d'arte originale, di grande impatto ed efficacia comunicativa.

La poesia estemporanea logudorese ha radici profonde e, anche se non numerose, diverse testimonianze attestano le sue origini antiche, nonché l'importanza, per la cultura sarda tout court, della sua grande diffusione nel passato.

Le competizioni in versi, caratteristiche degli incontri conviviali tra amici - come gli "spuntini" (o "rebottas") e i ritrovi a carattere familiare -, avevano ed hanno ancora quale teatro privilegiato le feste paesane. Pare che dalla fine dell'Ottocento e per iniziativa di alcuni tra i più noti "cantadores" la gara abbia assunto la struttura formale che è ancora (con alcune lievi modifiche) in auge.

Al giorno d'oggi i poeti (generalmente in numero di due o di tre), seduti su un palco al centro della piazza dove si svolge la festa, uno accanto all'altro, si alzano a turno per cantare i loro versi con fare serio e misurato. Per riscaldare la voce ed allenare la rima iniziano la loro competizione cantando una serie di ottave improvvisando a tema libero: questa parte, con termine mutuato dall'italiano, viene detta "esordiu".

Si passa quindi a cantare il primo tema proposto dagli organizzatori della gala che viene sviluppato da ciascun poeta in 25-30 ottave, per una durata complessiva di circa un'ora. Il tema è concepito come confronto dialettico tra tesi o concetti contrapposti come ad esempio "sa pinna e s'aradu" (lavoro intellettuale e lavoro manuale), "sa rughe e s'ispada" (potere temporale e potere spirituale), "tempus presente, passadu e benidore" (presente, passato e futuro). Terminato il canto del primo tema segue una breve pausa e si passa quindi al canto del secondo tema che, con le stesse modalità prima descritte, tratta argomenti spesso meno impegnativi e dal carattere scherzoso come ad esempio "sa sogra" e "sa nura" (suocera e nuora), "Fiza, babbu, pretendente" (figlia, padre, pretendente).

La forma poetica utilizzata per cantare l'esordio ed i temi è "s'ottava serrada", strofa di otto versi endecasillabi che chiude con una rima baciata ("serrada"). Quest'ultimo distico spesso racchiude l'essenza del messaggio, dell'intera ottava.

Dopo aver svolto i due temi, la gara passa ad una fase interlocutoria, di più facile interpretazione e fruizione, nella quale i poeti cantano "ottavas" a tema libero alternandosi ad ogni distico. Questa fase si completa e conclude con "sas battorinas", quartine a rime obbligate dal carattere scherzoso e satirico. La gara si conclude con un componimento generalmente dedicato al Santo che viene celebrato nella festa nella cui cornice essa si svolge. Questo componimento poetico è di norma un sonetto al quale si aggiunge una "coa" (coda) di versi "retrogados" ossia ripetuti scambiando l'ordine delle parole per generare nuove rime e reiterare il messaggio.

Il canto dei poeti è, come detto, accompagnato da un coro a tenore ("bassu, contra e mesu boghe") e la sua struttura corrisponde a "s'istèrrida" del canto a tenore in cui il poeta è il solista ed il tenore lo accompagna alternando i suoi accordi ("corfos") ad ogni verso o distico proposto.

Le "galas" sono seguite da un pubblico abbastanza numeroso di appassionati che spesso seguono i poeti nelle loro esibizioni anche negli altri paesi della zona. Si tratta di un pubblico competente e partecipe, indispensabile protagonista della gara poetica logudorese.
Fra i poeti più rinomati e più di frequente chiamati ad esibirsi dagli organizzatori delle gare vi sono: Bernardo Zizi, Mario Masala, Bruno Agus, Giuseppe Porcu, Celestino Mureddu, Giuseppino Donaera, Salvatore Scanu.

I nomi di alcuni poeti del passato hanno un'aura mitica: è il caso di Raimondo Piras, Salvatore Tuccone, Antonio Cubeddu, Giuseppe Pirastru, Sebastiano Moretti, Gavino Contini e Giuseppe Sotgiu (quest'ultimo ritiratosi dalle gare da qualche anno).

Assistere ad una gara di poesia logudorese è piuttosto normale in estate, nell'ambito dei festeggiamenti per il santo patrono di molti paesi. Fra le piazze che dedicano una particolare cura alla gara poetica si possono ricordare: Atzara, Meana Sarda, Buddusò, Samugheo, Dorgali, Irgoli, Galtellì, Orgosolo, Oliena, Silanus, Bortigali e Torpè.
Diverse gare poetiche sono state incise e commercializzate da etichette discografiche regionali.