Legislazione regionale

La Regione Autonoma della Sardegna tutela la lingua sarda all'interno di una legge più generale che si occupa anche della cultura dell'isola.
Si tratta della legge regionale n. 26 del 15 ottobre 1997, Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna. Tale legge fu il prodotto di un lunghissimo iter procedurale di conflitto tra l'istituzione regionale e lo Stato. Prima del dicembre 1999, infatti, il Parlamento non aveva ancora approvato la legge 482/99 che riconosceva il sardo quale lingua di minoranza storica. Ogni qualvolta la Regione cercava di approvare una legge di tutela, la Corte Costituzionale la rimandava indietro. Attualmente il testo della legge regionale 26 risente proprio di questo compromesso con lo Stato in quanto non contiene al suo interno le novità introdotte nell'ordinamento dalla legge 482. Pertanto, la legge regionale 26 si limita a sostenere attività culturali genericamente sarde con l'articolo 13, progetti sperimentali di didattica anche bilingue con gli articoli riservati all'istruzione e alcuni interventi finanziari sui mass media che dovrebbero tutelare la lingua sarda. Sono inoltre previsti interventi a favore degli emigrati, delle università e delle ricerche scientifiche e storiche. L'attuale statuto speciale di autonomia non menziona minimamente la lingua sarda. Le riforme in senso federalistico dell'ordinamento dello Stato hanno comunque dato alla Regione più poteri in materia di minoranze linguistiche e istruzione per cui sono disponibili ampi spazi per colmare i vuoti legislativi.