Sa Ria, veglia funebre (particolare) - Antonio Ballero, 1908 - Museo provinciale MAN, Nuoro

Prosa

È un momento felice per il romanzo e la prosa in sardo. Mancano solo la considerazione dei mass media, oggi più attenti alla produzione in italiano forse perché manca la coscienza del carattere plurilingue della letteratura sarda.

La ricerca accademica e scientifica ha già messo dei punti fermi nella critica della letteratura contemporanea "in limba", e sempre più spesso si vedono gli scrittori sardi nelle aule degli atenei sardi a raccontare il loro mondo e il loro universo.

Le storie della letteratura regionale non mancano tanto che anche fuori dei confini dell'isola si comincia ad aver contezza dell'esistenza di una letteratura "in limba", dalle prime brevi prose letterarie al premio Ozieri, al racconto "Arricheteddu" (1978) di Giulio Angioni, ai romanzi "S'arvore de sos tzinesos" (1982) e "Mastru Taras" (1991) di Larentu Pusceddu, a "Sos Sinnos" di Michelangelo Pira.

Notevole la prova di Antonio Cossu, che ha pubblicato nel 1984 "Mannigos de Memoria" mentre è del 1986 "Alivertu" di Mario Puddu. Nel 1987 Benvenuto Lobina pubblica "Po cantu biddanoa" mentre Albino Pau scrive nel 1988 "Sas gamas de Intelai".

Francesco Masala dà alle stampe il suo romanzo "S'Istoria" nel 1989 e nello stesso anno Gianfranco Pintore pubblica il primo romanzo di fantascienza "in limba" sarda: "Su Zogu".

Nel 1992 esce "Sas andalas de su tempus" di Giovanni Piga. Negli ultimi anni è un fiorire di romanzi di buona qualità, pubblicazioni saggistiche e traduzioni di classici italiani ed europei.