Cagliari in una foto di Max Leopold Wagner, primi del Novecento

La fotografia in Sardegna

Oggi l'interesse nei confronti del materiale fotografico relativo alla Sardegna da parte di appassionati, studiosi, scuole e università, è ormai innegabile. L'immagine fotografica contiene, di fatto, una serie di informazioni oggettive di enorme valore e di importanza irrinunciabile per la conoscenza e lo studio del nostro passato e della nostra cultura.

La sua fruibilità risulta però difficile, così come la sua visione d'insieme, a causa del fatto le fotografie si trovano conservate in innumerevoli archivi, pubblici e privati, non solo sardi o italiani ma anche europei e americani, non sempre accessibili al grande pubblico.

Un altro elemento da tener presente quando si fa riferimento all'oggetto "fotografia" è la sua estrema fragilità e deperibilità: tutti i procedimenti fotografici, antichi e moderni, praticati in maniera più o meno perfetta, non possono garantire la durata dell'immagine oltre un certo periodo, durante il quale questa è soggetta ad alterazioni chimiche che ne provocano la graduale e inesorabile sparizione. Questo processo tra l'altro, può essere accelerato da fattori accidentali, più frequenti di quanto non si creda, come errate metodologie di archiviazione, inquinamento, incendi, allagamenti o altro.

La cernita, la riproduzione e l'archiviazione su supporto digitale, messe in atto con le migliori tecnologie oggi disponibili e secondo i criteri più accreditati, possono garantire la salvaguardia almeno del dato iconografico, oltre che facilitarne la consultazione, lo studio e l'utilizzo didattico ed editoriale.

Valutando l'enorme quantità di materiale fotografico esistente sulla Sardegna, talvolta opera dei nomi più importanti della fotografia, e analizzando la varietà di tematiche affrontate, possiamo renderci conto della sua importanza sul piano non solo regionale ma anche nazionale ed internazionale