Barumini, su Nuraxi

La civiltà nuragica

Con questo nome si designa l'insieme di manifestazioni di cultura materiale prodotte in Sardegna a partire dalla fine del Bronzo antico, intrerpretabili come segno eloquente di un profondo mutamento culturale.

Il nome ''civiltà nuragica'' vuole esprimere esplicitamente i due elementi che caratterizzano più di ogni altro tale cambiamento.

Da un lato, col termine ''civiltà'' si intende segnalare il salto qualitativo rappresentato dal passaggio dai sistemi socio-economici che connotavano le precedenti ''culture'' (in questo senso dette ''prenuragiche'') ad un più complesso e strutturato sistema sociale, politico, economico e religioso. Dall'altro, col termine ''nuragica'' si vuole richiamare l'attenzione sulla più tipica espressione materiale prodotta da tale ''civiltà'': il nuraghe, appunto.

La civiltà nuragica presenta elementi di originalità, ma anche di affinità con le civiltà coeve che, con essa, dividevano il controllo del bacino del Mediterraneo.

Il nuraghe ad esempio, ossia la tipica struttura a torre con camera (o camere, nel caso dei monumenti a più piani) interna con volta a ''falsa cupola'' o ''tholos'', è certamente, allo stato attuale delle nostre conoscenze, un tipo di monumento presente solo in Sardegna.

Esso è però, al tempo stesso, una tipica espressione dell'architettura megalitica che, in questa fase cronologica, si manifesta in varie forme in tutto il Mediterraneo ed oltre.
Anche la "tholos", impiegata in Sardegna come sistema di copertura delle camere interne dei nuraghi e di molti templi a pozzo, non è una soluzione architettonica esclusiva della civiltà nuragica, come dimostrano in forma eclatante le tombe a "tholos" micenee.

Tutto ciò lascia intravedere la natura complessa del problema interpretativo dei rapporti economici, politici e culturali intessuti dalle genti nuragiche con altre culture.