Bastione di Saint Remy, Cagliari

I Savoia in Sardegna

Con la conclusione della "guerra di successione spagnola" - aperta dalla contesa tra i pretendenti al trono dell'ultimo sovrano spagnolo della dinastia degli Asburgo Carlo II, morto nel novembre del 1700 – il 2 agosto 1718 con il patto di Londra ha termine il predominio spagnolo in Sardegna, che viene assegnata alla casa ducale dei Savoia che con essa acquista anche il titolo regio.

Nonostante l'ambizione dei Savoia di estendersi nella pianura padana, la possibilità di utilizzare la Sardegna come pedina di scambio per ottenere obiettivi più vicini alle proprie mire espansionistiche orientò il governo piemontese a consolidare il possesso dell'isola e ad adottare una politica cauta nei confronti delle istituzioni esistenti.

Rientrava infatti nelle clausole di cessione dalla Spagna al Piemonte l'obbligo per i Savoia di rispettare i possessi feudali degli aristocratici spagnoli e gli ordinamenti tradizionali dell'isola. E sebbene il primo contatto tra piemontesi e sardi non fu dei migliori, soprattutto per la difficoltà di comprensione di un paese e di una cultura spagnolizzati, e non di rado si concluse con l'uso della forza, il sovrano Vittorio Amedeo II, preoccupato sia delle conseguenze politiche e diplomatiche di un eventuale dissenso della feudalità sarda, sia di uno spreco di risorse in azioni inefficaci, adottò una condotta di prudenza e moderazione nel rispetto di istituzioni, leggi e consuetudini.