Bulzi, chiesa romanica di San Pietro del Crocefisso, XII sec.

Il ruolo di Pisa e Genova

A partire dalla seconda metà dell'XI secolo, una serie di fattori, quali l'attività dei monaci benedettini e il trasferimento di architetti e maestranze continentali, modificano in senso latino l'assetto economico e culturale della Sardegna. Mutano i segni della rappresentatività, quali quelli architettonici (chiese e strutture palatine o monastiche), ma gradualmente anche gli equilibri interni e reciproci nei quattro giudicati, in particolare per la penetrazione di mercanti pisani e liguri.

Nel 1015-16 l'arabo Mujahid ibn Allah al-amiri, signore di Denia, sferra un attacco alle coste dell'isola con il fine di insediare una testa di ponte per l’occupazione della penisola italiana; a sostegno delle forze locali si schierano il pontefice Benedetto VIII e le repubbliche marinare di Pisa e Genova che costringono Mujahid ad abbandonare i suoi presidi nell'entroterra cagliaritano. La prima conseguenza è la crescita esponenziale dei traffici dei mercanti liguri e toscani, che stabiliscono in terra sarda approdi e insediamenti che avranno un ruolo fondamentale per il successivo controllo politico dei giudicati.

Nel 1217 la giudicessa di Cagliari Benedetta de Lacon-Massa, figlia di Guglielmo I-Salusio IV de Lacon-Massa primo giudice non sardo, dona alla comunità dei mercanti pisani il colle a nordest della capitale Santa Igia, nel quale vengono costruiti il Castellum Castri de Callari e la chiesa di Santa Maria, diventata cattedrale nel 1258, quando i Pisani, con la distruzione di Santa Igia, determinano la fine del giudicato di Cagliari. Il territorio delle stato è smembrato fra le potenti famiglie toscane dei Visconti, dei Capraia e dei Donoratico.

Sorte analoga per il regno di Torres, ripartito nel 1259, alla morte della giudicessa Adelasia, tra le famiglie liguri dei Doria e dei Malaspina, mentre Sassari si organizza in libero comune; e per il giudicato di Gallura, alla morte del giudice Nino Visconti nel 1298 governato direttamente dalla repubblica di Pisa.

Il giudicato di Arborea, in virtù di più solidi e misurati rapporti con le diplomazie degli stati mediterranei, conserva la sua indipendenza fino al 1410, anno in cui Leonardo Cubello, appartenente a un ramo collaterale della dinastia arborense, cede i propri diritti al "Regnum Sardiniae et Corsicae", entità statuale creata da papa Bonifacio VIII nel 1297 in favore del sovrano d'Aragona Giacomo II.