"Ai Confini tra Sardegna e Jazz", edizione dedicata a Don Cherry

Per cultori del jazz e della musica di qualità anche questa edizione di "Ai confini tra Sardegna e jazz", organizzato dall'Associazione Culturale Punta Giara, che si svolgerà a Sant'Anna Arresi fra il 28 agosto e il 6 settembre.

Al centro del palcoscenico del festival un artista – Don Cherry – che ha avuto un ruolo importante nelle vicende dell'Associazione Punta Giara: fu infatti un gruppo guidato dal compianto trombettista di Oklahoma City, nel 1985, a salire sul palco della Piazza del Nuraghe, per il primo della miriade di appuntamenti musicali che hanno segnato la storia della Rassegna di Sant'Anna Arresi. Don Cherry è sicuramente uno dei grandi individualisti del jazz di tutte le ispirazioni. La sua tromba è diversa da tutte le altre, è "tascabile" – pocket trumpet – originaria del Pakistan, adottata già dalla fine degli anni Cinquanta. Molti altri musicisti, legati a Sant'Anna Arresi da tempo animeranno questa edizione.

Al concerto di apertura il 28 agosto campeggia la figura di Henry Grimes (basso), che con Cherry era nel gruppo guidato da Sonny Rollins negli anni Sessanta. "Don Cherry's Symphony For Improvisers", la sigla del progetto realizzato da una formazione di prim'ordine – Dave Douglas e Roy Campbell alle trombe, J. D. Allen e Mixashawn ai sax, William Parker e Grimes ai contrabbassi, Andrew Cyrille e Hamid Drake alle batterie. Sarà una prima europea.

Il 29 agosto saranno sul palco che fronteggia il Nuraghe Arresi alcuni collaboratori e amici del trombettista, per il progetto "In The Spirit Of Don Cherry". A cominciare da Karlos Ward e Mark Helias. A Cherry aveva dedicato nel 1996 un pregevole lavoro discografico, l'ensemble Nexus di Tiziano Tononi e Daniele Cavallanti: il doppio "Awake Nu", una delle migliori produzioni del jazz italiano e non soltanto degli ultimi anni. Con la stessa sigla “Nexus" torna al Festival il 30 agosto. Il 31 agosto Hamid Drake sarà sul palco nella stessa serata, nel trio DVK, assieme al sax di Ken Vandermark e al contrabbasso di Kent Kessler: "DVK plays Don Cherry" il "marchio" del set. Un gruppo che propone un'improvvisazione totale: di estremo interesse per gli appassionati l’approdo al Festival di Vandermark, sassofonista, clarinettista, compositore e leader di un vasto numero di progetti dei più svariati generi

L'omaggio a Don Cherry si sposta sul settore delle percussioni con Ed Blackwell, batterista principe delle multiformi produzioni di Cherry. "Remember-Ed", il titolo della produzione (2 settembre), che vedrà al lavoro il percussionista Trilok Gurtu, le trombe di Graham Haynes e Roy Campbell, le batterie di Hamid Drake, Chad Taylor, Tiziano Tononi e Warren Smith.

Non si può parlare di Don Cherry senza parlare di Albert Ayler. La formazione che è stata incaricata del "tribute" (4 settembre) in prima esecuzione nazionale, ricalca il quartetto: tromba affidata a Roy Campbell, sassofono tenore di Joe McPhee, contrabbasso di William Parker, e batteria di Warren Smith.

Legata al concetto cherriano di world music la proposta dell'Ethnic Heritage Ensemble che, in prima nazionale, sarà il clou della serata del 5 settembre. Per l'omaggio a Don Cherry ci sarà David Ornette, tastierista e solista del flauto ligneo, che ha come l'illustre genitore posto il jazz a nervatura portante di un sistema musicale capace di incorporare culture musicali diverse.

Il Festival 2008 si chiude (6 settembre) con l’ultimo, grande hommage a Don Cherry: "CherryCO". Una produzione originale di "Ai confini tra Sardegna e jazz" a cui parteciperanno i figli del trombettista, la più nota Neneh e Eagle-Eye.

Molti altri gli appuntamenti in programma. La carrellata inizia con Viva La Black, una sigla che va ricondotta al grande Louis Moholo, che torna a Sant'Anna Arresi (2 settembre). E' una delle tante formazioni che hanno avuto in Moholo uno dei grandi protagonisti del jazz degli anni Settanta. In questa occasione viene riproposta la squadra che ha registrato l'ottimo "Live At Ruvo". Con il batterista sudafricano, due suoi compagni di mille avventure, Keith Tippet e Julie Tippets e la Minafric Orchestra, ensemble guidato dal trombettista Pino Minafra.

Il 30 agosto sarà la volta di "Bindu", gruppo che ha dato vita nel 2005 a un'ottima, omonima registrazione: protagonisti i sassofoni di Daniel Carter, Ernest Dawkins, Greg Ward e la batteria di Hamid Drake.

Il duo formato da Rob Mazurek e Chad Taylor (4 settembre) è sicuramente una delle occasioni più avvincenti del Festival 2008. Il primo, cornettista e manipolatore di strumenti elettronici, è uno dei musicisti più interessanti della scena di Chicago; Taylor è il motore dei tanti organici riuniti sotto la sigla Chicago Underground.

Suscita immancabilmente curiosità la proposta (30 agosto) della cantante Clara Murtas e del filosofo Giorgio Baratta: "Gramsci in concert. Il caffè con contorno di jazz". Un progetto che prende spunto da alcune considerazioni di Gramsci relative al jazz, come motore di cambiamenti non solo in ambito musicale e coreutico – per l'influenza avuta, in Europa, sulle musiche da ballo in prima battuta – ma anche sociali, culturali, ideologici. Insieme a Murtas e Baratta, fondatore dell'International Gramsci Society, il trombone di Giancarlo Schiaffini e il contrabbasso di Adriano Orrù.

Certamente ricco di spunti e momenti di grande intensità sarà la produzione originale "Naná Vasconcelos & Friends". Il percussionista brasiliano salirà sul palco (1 settembre) con il pianista Antonello Salis, il percussionista Trilok Gurtu, Carlos Ward e Peter Apfelbaum. Estemporaneità, ritmo, dialogo serrato, equilibrio fra solista e collettivo, sono alcune delle tematiche che l'ensemble porterà alle conseguenze estreme. Di Salis si potrà gustare (3 settembre) anche un altro set, nel quintetto "The Bookmakers", uno dei suoi ultimi progetti che lo vede affiancato dal "socio" di tante avventure Sandro Satta al sax contralto, dalla chitarra di Antonio Iasevoli, dal contrabbasso di Adriano Lo Giudice e dalla batteria di Davide Pettirossi.

Per concludere, trovano spazio nel Festival anche le migliori espressioni locali. E' assai gradito il ritorno del chitarrista Alberto Balia, ed è assai pertinente, in una rassegna dedicata a Don Cherry. Balia ha infatti spesso mescolato, nella sua musica, i suoni e le forme della Sardegna musicale con i tratti salienti del jazz e del rock. La sua band (6 settembre) si chiama oggi Arjazz: lo accompagnano valenti musicisti sulcitani – Matteo Scano alle tastiere, Fabio Bellia al basso elettrico, Andrea Tuveri alla batteria.

Per tutti gli altri appuntamenti e ospiti del festival è possibile telefonare al Contact center Bes 800 88 11 88.

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