Primo Pantoli, Ah! Il verde!, 1991

Primo Pantoli

Biografia
Primo Pantoli è nato a Cesena (Forlì), dove ha compiuto gli studi classici. Nel 1950 si trasferisce a Firenze, dove alterna la pittura agli studi letterari.
Nel 1957 si stabilisce in Sardegna, dove insegnerà discipline artistiche al Liceo Artistico di Cagliari fino al 1990.
È stato tra i fondatori dei primi gruppi di arte di avanguardia in Sardegna (Studio '58 nel 1958; Gruppo di Iniziativa, nel 1961; Centro di Cultura Democratica, nel 1967).
Ha pubblicato scritti e disegni su quotidiani e periodici, articoli di critica d’arte su L'Unità e il Tempo; è stato disegnatore satirico di Rinascita Sarda e di Sardegna Oggi.
Espone un po' ovunque, in Italia e all'estero dal 1952.
Ha progettato oltre cento manifesti, copertine di libri, depliants, per il teatro, convegni, manifestazioni culturali, sindacali e politiche.
Ha realizzato scenografie per il teatro e la televisione (Rai 3). Ha allestito sale e piazze per manifestazioni e convegni.
Dall'anno 2000 si dedica anche alla scultura, sperimentando diversi materiali.
Incide e stampa personalmente opere di xilografia, acquaforte, puntasecca.
Ha pubblicato, per le edizioni CUEC di Cagliari il manuale "Incidere e stampare da soli" e, nel 2003, la stessa editrice gli ha dedicato una monografia "Pantoli opere" nella collana "Segni ".
Ha scritto diversi racconti e una raccolta di fiabe, che ha illustrato al computer e pubblicato nel 2007 col titolo "Favole del babbo per Eleonora".

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Testo critico
"L'arte per Pantoli è uno stato di necessità, una maniera irrinunciabile di sorridere e di piangere, di cercare di capire (e quasi mai capire), il mondo .
L'arte diviene malessere e gioia; diviene onestà straordinaria, perché Pantoli è coltissimo e viaggia attraverso molteplici e solidi punti di riferimento, ma anche umiltà nel sapersi spogliare di tutta la cultura, irridendo tanto al proprio ideale partito preso quanto a sé stesso, all'arte medesima, forse così poco importante per la Vita, ma così tanto importante per le vite degli uomini che hanno il coraggio di cercare in essa consolazione, compagnia, dialogo, riscatto. E salvezza. E quasi mai senza la terribile presenza di un infinito senso di solitudine, incomunicabilità, malinconia. Come un senso di profonda divaricazione tra sé e il mondo: qualcosa di più della rèverie bachelardiana; c'è spesso anche la sprezzatura ironica, il sorriso che si inarca nonostante tutto e che rende Pantoli tanto diverso dalla tradizione sarda,
La verità è che Pantoli, aldilà di qualunque etichetta, è un vero artista che sa che, per farsi strumento, deve semplicemente ascoltare le suggestioni e le ambiguità delle cose che ci circondano, senza mai risparmiarsi e pagando sino in fondo la difficoltà (e la sofferenza) dell'essere artisti."
Giovanni Cara

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