Testimonianze grandiose della romanità in Sardegna

La Sardegna romana viene fortemente segnata da un intenso processo di ridefinizione del proprio paesaggio. Uno dei tratti distintivi delle politiche di dominazione di Roma è infatti sempre stato quello di imprimere ai territori controllati una forma paesaggistica che fornisse, già da un punto di vista visivo, una inequivocabile sensazione di "romanità" in qualunque parte dell'impero ci si trovasse.

Storia dell'evento

Le celebrazioni della Settimana Santa in Sardegna traggono la loro origine principalmente dai riti tradizionali portati nell'isola dalla cultura spagnola e risalenti al Seicento.

Andrea Galassi, statua bronzea di Carlo Felice, 1833

Arte neoclassica

Nella prima metà dell'Ottocento anche in Sardegna si afferma in campo artistico una sensibilità di stretta osservanza neoclassica che si manifesta, oltre che nelle richieste della committenza, attraverso i riferimenti simbolici, culturali e ideologici che le opere intendono comunicare. In campo plastico emergono le personalità di scultori che reinterpretano i modelli romani e canoviani.

Sant'Antioco, sonadore de pipiolu

Sas isculturas bizantinas

Intre su de X e sos primos deghènnios de su de XI sèculos, cando sa Sardigna bizantina mudaiat in sa Sardigna giudicale, s'assetiat una filera de isculturas de màrmaru de significu, chi benint dae paritzas localidades acanta a Casteddu, intre de sas cales est de importu una losa cun "gurtùrgiu e pègaso", agatada in mare serente a s'ìsula de San Macario (Pula).