La settimana del Carnevale gavoese

Il carnevale di Gavoi inizia il giovedì grasso, "jobia lardajola" (così chiamato perché in questa occasione si preparavano le fave con il lardo), con "sa sortilla 'e tumbarinos", il raduno di centinaia di tamburini. Gli strumenti sono costruiti interamente a mano con pelli di capre e pecore; anticamente si adoperavano anche le pelli di cane o d'asino. Per la realizzazione dei tamburi si riutilizzano i setacci per la farina o le forme in legno per il pecorino o i vecchi secchi di sughero usati per la mungitura e per cagliare il formaggio ("sos malùnes") o i grandi contenitori per conservare il grano ("sos majos").

 Un'immagine del cantadore Zusepe Pirastru

La prima generazione dei cantadores

Se si volessero classificare i cantadores per gruppi generazionali (come si è fatto in questa sede) la prima generazione da segnalare sarebbe quasi "mitica". I nomi sono quelli sonanti tramandati di bocca in bocca nei paesi dell'interno dell'isola.

Legislazione statale

La legge statale n. 482 del 1999 riconosce l'esistenza sul territorio nazionale di entità e popoli con proprietà linguistiche diverse dalla lingua nazionale definite "lingue di minoranza storica".

Orani, Museo Nivola

Legge sui beni culturali, istituti e luoghi della cultura

La Regione Autonoma della Sardegna ha emanato in data 20 settembre 2006 la L. R. n. 14 avente come oggetto le "Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura". Con tale provvedimento la RAS intende perseguire la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale della Sardegna.