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Hochmittelalter

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Cagliari, ein Blick auf die Basilika San Saturnino. Foto von Davide Cassanello, 2015, aus dem Catalogo BBCC RAS

Das architektonische Erbe des byzantinischen und vandalischen Sardiniens ist nicht reich, aber es ist immer noch von Bedeutung für eine sehr wichtige Zeit in der Geschichte der Insel. Die militärischen Strukturen, die größtenteils zerstört wurden, sind noch wenig bekannt. Stattdessen gibt es Kirchen, sowohl mit Längs- als auch mit Mittelgrundrissen, und Taufkapellen, deren Bau zwischen der 5. und der ersten Hälfte des 11. Jahrhunderts liegen kann.

Bonarcado, Heiligtum Unserer Lieben Frau von Bonacattu. Foto von Egle Picozzi, 2009, aus Sardegna DL
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Kirchen und Festungen des byzantinischen Sardiniens
In Ermangelung dokumentarischer Quellen kann davon ausgegangen werden, dass Sardinien die tiefgreifende politische, soziale und wirtschaftliche Krise, mit der das Römische Reich ab dem 3. Jahrhundert n. Chr. konfrontiert...
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Cagliari, Grabmausoleum unter der Kirche San Lucifero. Foto von Davide Cassanello, 2015, aus dem Catalogo BBCC RAS
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Spätantike Architektur
Archäologische Ausgrabungen in verschiedenen Gebieten von Küstenstädten, die sich durch eine lange Stadtgeschichte auszeichnen, haben Kirchen mit Längsstruktur und Baptisterien ans Licht gebracht, die vor dem 5. Jahrhund...
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Siligo, Kirche Santa Maria di Mesumundu. Foto von Marco Ceraglia, 2009, aus Digital Resources Sardegna IDV
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Byzantinische Architektur
Innerhalb der religiösen Architektur des byzantinischen Sardiniens werden drei Hauptgruppen von Gebäuden unterschieden. Die erste umfasst drei große Kirchen mit einem gewölbten kreuzförmigen Grundriss, die zwischen dem 6...
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San Giovanni di Sinis, außerhalb der Kirche. Foto von Habibi Minelli Sam, 2009, aus Sardegna DL
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Hl. Johannes von Sinis
Um die große Vitalität der justinianischen Architektur und gleichzeitig die Vielfalt möglicher Ableitungen von konstantinopolitanischen Modellen zu belegen, gibt es auch die Unterschiede zwischen den drei großen kreuzför...
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Sant'Antioco, Castros Schloss
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Schloss Castro
Abt Vittorio Angius beschreibt 1841 am Eingang von Sant'Antioco, nicht weit von der römischen Brücke entfernt, die Ruinen einer Festung, die heute nicht mehr existiert: das Castello Castro, das Ende des Jahrhunderts zers...
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Cagliari oder Calaris ist der Haupt- und Residenzstaat der Vizekönige auf Sardinien. Aus der Sardegna Digital Library
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Die spätantiken Befestigungsanlagen
Zwischen der Mitte des 5. und der Mitte des 6. Jahrhunderts waren Afrika und Sardinien immer wieder eng in eine gemeinsame Geschichte verwickelt. Im 5. Jahrhundert überquerten die aus Spanien kommenden Vandalen die Straß...
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Sant'Antioco, Katakomben. Aus digitalen Ressourcen Sardegna, MM
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Die Katakomben von Sant'Antioco
In der kollektiven Vorstellung sind die ersten Jahrhunderte des Christentums oft mit einem bestimmten Ort verbunden: den Katakomben. Es wurde lange geglaubt, dass diese unterirdischen Räume von den ersten Christen ausgew...
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Una storia per frammenti

Una storia dell'arte altomedievale in Sardegna è possibile soltanto come storia di frammenti, sia pittorici sia soprattutto scultorei.Ci si riferisce sia ad elementi mutili, sia ad elementi integri, ma ormai fuori contesto e dunque interpretabili solo nel quadro di una ricostruzione globale del momento storico, da precisare tra la fine del IV e i primi decenni dell'XI secolo.Si tratta soprattutto di sculture marmoree, appartenenti alla struttura e all'arredo architettonico delle chiese.I frammenti derivano anzitutto da sarcofagi; comprendono capitelli, basi, cornici e altri elementi che costituiscono parte integrante dell'architettura; e provengono, infine, dalla rottura di architravi, pilastrini e plutei di recinzione presbiteriale, da considerare il necessario complemento scultoreo della struttura architettonica.Perlopiù databili sulla base della figurazione o semplicemente dei motivi di ornato, sono talvolta associati a iscrizioni, in particolare quelle greco-bizantine, che conservano menzione dei primi giudici, fra quelli cagliaritani di cui sia rimasta memoria storica.Nell'ottica della ricerca interdisciplinare, volta a colmare con l'archeologia la nota carenza di fonti sulla Sardegna altomedievale, i frammenti pittorici e scultorei partecipano della generale condizione di "fossili-guida", assegnabile ad altri relitti del superstrato culturale greco-bizantino: "elementi - come scrisse Giandomenico Serra - rintracciati nella lingua, nei nomi di luogo e di persona della civiltà e della storia bizantina in Sardegna: nomi personali dei membri delle famiglie signorili della Sardegna medievale, nomi personali sardi, comunque improntati nei suoni a esemplari bizantini, titoli bizantini di chiese antiche anteriori al Mille, nomi di stazioni militari bizantine, tracce della ripartizione territoriale della Sardegna bizantina, nomi di luogo d'origine bizantina, tracce nella lingua sarda di usi, credenze e tradizioni bizantine".

Lesen Sie alles Lesen Sie alles Una storia dell'arte altomedievale in Sardegna è possibile soltanto come storia di frammenti, sia pittorici sia soprattutto scultorei.Ci si riferisce sia ad elementi mutili, sia ad elementi integri, ma ormai fuori contesto e dunque interpretabili solo nel quadro di una ricostruzione globale del momento storico, da precisare tra la fine del IV e i primi decenni dell'XI secolo.Si tratta soprattutto di sculture marmoree, appartenenti alla struttura e all'arredo architettonico delle chiese.I frammenti derivano anzitutto da sarcofagi; comprendono capitelli, basi, cornici e altri elementi che costituiscono parte integrante dell'architettura; e provengono, infine, dalla rottura di architravi, pilastrini e plutei di recinzione presbiteriale, da considerare il necessario complemento scultoreo della struttura architettonica.Perlopiù databili sulla base della figurazione o semplicemente dei motivi di ornato, sono talvolta associati a iscrizioni, in particolare quelle greco-bizantine, che conservano menzione dei primi giudici, fra quelli cagliaritani di cui sia rimasta memoria storica.Nell'ottica della ricerca interdisciplinare, volta a colmare con l'archeologia la nota carenza di fonti sulla Sardegna altomedievale, i frammenti pittorici e scultorei partecipano della generale condizione di "fossili-guida", assegnabile ad altri relitti del superstrato culturale greco-bizantino: "elementi - come scrisse Giandomenico Serra - rintracciati nella lingua, nei nomi di luogo e di persona della civiltà e della storia bizantina in Sardegna: nomi personali dei membri delle famiglie signorili della Sardegna medievale, nomi personali sardi, comunque improntati nei suoni a esemplari bizantini, titoli bizantini di chiese antiche anteriori al Mille, nomi di stazioni militari bizantine, tracce della ripartizione territoriale della Sardegna bizantina, nomi di luogo d'origine bizantina, tracce nella lingua sarda di usi, credenze e tradizioni bizantine".

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