Goni, sepolture megalitiche di Pranu Mutteddu

Eneolitico recente

Con il passaggio all'Eneolitico recente (2400-2100 a.C.) si assiste alla comparsa della cultura di Monte Claro, che trae il nome dal colle di Cagliari in cui vennero scoperte alcune tombe con le sue tipiche produzioni ceramiche.

I dati archeologici testimoniano, per questa fase, l'affermarsi dello spazio abitativo organizzato del villaggio (due esempi: San Gemiliano di Sestu; Monte Olladiri di Monastir) e un intensificarsi dello sfruttamento agricolo del territorio.

Pertinenti alla cultura di Monte Claro sono anche le prime costruzioni propriamente definibili "megalitiche", come la "capanna" di Villagreca. All'interno di questa categoria di edifici, appaiono di particolare rilevanza le cosiddette "muraglie megalitiche", attestate nelle località di Monte Baranta (Olmedo) e di Monte Ossoni (Castelsardo), signicative in quanto interpretabili come segno tangibile del sorgere di nuove e più eclatanti esigenze difensive rispetto al passato.

Le tipologie delle sepolture variano dagli ipogei a pozzetto centrale da cui si dipartono uno o più vani (come nei siti di Monte Claro e di Sa Duchessa a Cagliari), ai dolmen (come a Motorra, Dorgali) e alle ciste litiche (come a San Gemiliano di Sestu).

Particolarmente riconoscibili appaiono le produzioni ceramiche. Si tratta di vasi di grandi dimensioni (le situle), tripodi, scodelle, ciotole, caratterizzati dal colore delle superfici che varia dal rosso-nocciola al nocciola chiaro e al bruno-nerastro. Tipica inoltre la decorazione a costolature o scanalature verticali e orizzontali, nonché la decorazione "a stralucido" che contraddistingue alcune forme.