Goni, sepolture megalitiche di Pranu Mutteddu

Eneolitico medio

A questa fase (2.600-2.400 a.C.) appartengono le culture di Filigosa e di Abealzu. I manufatti ceramici pertinenti a queste culture provengono quasi esclusivamente da contesti funerari e consistono in vasi dalle forme tipiche.

La cultura di Filigosa trae il nome dalla tomba I dell'omonimo sito in territorio di Macomer. Tipici di questa cultura sono i vasi in genere di piccole dimensioni, non decorati o decorati ad impressione o ad incisione; pesi da telaio; fusaiole; punte di freccia in ossidiana; collane in argilla; osso e conchiglia; oggetti in rame e argento.

La cultura di Abealzu (leggermente più tarda) trae il proprio nome dall'omonima necropoli in territorio di Osilo.
Tipici di questa cultura sono i vasi a fiasco decorati con forme mammellari, che trovano confronti con vari oggetti dell'area peninsulare e dell'area franco-svizzera.

Di grande rilievo sono inoltre i menhir antropomorfi e le statue-menhir, rinvenute a Goni e nel Sarcidano-Mandrolisai. Le statue-menhir vengono spesso definite "armate" per la presenza di un pugnale a doppia lama, interpretato come simbolo del potere, e di una figura nella parte alta della statua, denominata "capovolto" e interpretata come simbolo funerario.

Sembra certa l'attribuzione all'Eneolitico medio (forse pertinenti alla cultura di Filigosa) delle statuette di "dea madre" del tipo cosiddetto "a traforo".

A questo momento cronologico e culturale va ricondotto anche l'altare di Monte d'Accoddi (Sassari). Si tratta di una piattaforma tronco-piramidale su cui venne edificato un sacello con rampa d'accesso. La forma di questo straordinario monumento evoca le "ziqqurat" mesopotamiche.